La diretta da Wall Street | Borse Usa affondano con i dazi di Trump: Dow Jones -3,98%, Nasdaq -5,97% e S&P -4,84%
La diretta da Wall Street | Borse Usa affondano con i dazi di Trump: Dow Jones -3,98%, Nasdaq -5,97% e S&P -4,84%
Apple paga l’esposizione alla Cina. Lucid Group in calo: nel primo trimestre consegnati 3 mila veicoli. Lyft sconta il downgrade di BofA. Conagra Brands in rialzo dopo conti. RH manca le stime del quarto trimestre

di Sara Bichicchi e Alberto Chimenti (MF-Newswires) 03/04/2025 15:40

Ftse Mib
34.649,22 17.40.00

-6,53%

Dax 30
20.641,72 18.00.00

-4,95%

Dow Jones
38.314,86 22.20.01

-5,50%

Nasdaq
15.587,79 22.21.39

-5,82%

Euro/Dollaro
1,0949 22.06.51

-0,93%

Spread
118,27 17.25.46

+5,14

Tonfo di Wall Street dopo la decisione del presidente Usa Donald Trump sui dazi. Il Dow Jones chiude in calo del 3,98% a 40.544,64 punti, il Nasdaq perde il 5,97% a 16.550,61 punti dopo essere arrivato a cedere il 6,04%. Lo S&P 500 arretra del 4,84% a 5.396,60 punti. L'euro è scambiato a 1,1026 salendo dell'1,58% verso il dollaro, che ha perso tutti i guadagni accumulati dall'elezione di tycoon.

Penalizzato in particolare il settore tech, con Amazon che chiude in forte calo a -9% e Apple che archivia la seduta cedendo il 9,25% dopo essere arrivata a perdere il 10%. Tra i titoli peggiori, anche Nike che lascia sul terreno il 14,47%.

Ore 17:30 – Borse Usa in profondo rosso

A metà seduta, Wall Street tratta al ribasso, dopo l’annuncio di nuovi dazi da parte dell'amministrazione Trump. Il Dow Jones cede il 3%, l'S&P 500 il 3,7% e il Nasdaq il 4,8%.

Il presidente Donald Trump ha firmato alla Casa Bianca una politica tariffaria aggressiva basata sul principio della «reciprocità». Il piano prevede un'aliquota minima del 10% su tutte le importazioni, ma introduce dazi più elevati per diversi dei principali partner commerciali degli Stati Uniti. Nel dettaglio, il 34% sulla Cina, 20% sull’Unione Europea, 46% sul Vietnam e 32% su Taiwan. Gli economisti hanno sollevato dubbi sui criteri adottati dall'amministrazione per calcolare le tariffe, mettendo in discussione la metodologia con cui la Casa Bianca ha determinato le aliquote che i vari Paesi applicherebbero agli Stati Uniti.

Le multinazionali più esposte alle importazioni stanno registrando perdite significative. Nike arretra dell'11%, Apple del 7,6%, Nvidia del 5,9% e Tesla del 4,5%. Tra i retailer, Five Below crolla del 26,6% e Gap del 18,6%.

I nuovi dazi si riveleranno ben più pesanti di quanto stimato dagli investitori. La Casa Bianca ha chiarito che i dazi universali del 10% non rappresentano un tetto massimo, ma un livello minimo. «Questo è lo scenario peggiore e non era stato ancora prezzato nei mercati, il che spiega la reazione di forte avversione al rischio», ha sottolineato Mary Ann Bartels, chief investment strategist di Sanctuary Wealth.

Ore 15:30 – Borse Usa ko dopo i dazi. Il dollaro si indebolisce

I listini azionari statunitensi partono in forte ribasso e più passa il tempo più la situazione peggiora:  alle ore 16:50 l’S&P 500 perdeva il 4,4%, il Nasdaq il 5,6% e il Dow Jones il 3,7% dopo che il presidente americano Donald Trump ha alzato il velo sulla nuova serie di dazi reciproci, aumentando i rischi di una guerra commerciale globale che colpirebbe l'economia mondiale e, di conseguenza, anche quella statunitense.

L’euro spiccava un balzo del 2,5% a 1.11029 dollari. «Con il crescente scetticismo nei confronti della solidità di tali mercati, il flusso di investimenti potrebbe prosciugarsi più rapidamente rispetto alla riduzione degli scambi commerciali, esponendo il dollaro a una vulnerabilità ancora maggiore», osserva, Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia. E così le esportazioni Ue sono ancora più danneggiate.

«I dazi introdotti da Trump, da far venire le lacrime agli occhi, riportano la dicitura 'tattica di negoziazione', un posizionamento che terrà i mercati sulla corda per il prossimo futuro», commenta afferma Adam Hetts, global head of multi-asset and portfolio manager di Janus Henderson. «Fortunatamente, questo significa che c’è un sostanziale margine per dazi più bassi da qui in avanti, anche se da una base del 10%. Abbiamo visto che l’amministrazione ha una tolleranza sorprendentemente alta per gli scossoni di mercato, ora la grande domanda è quanta tolleranza ha per una reale turbolenza economica mentre i negoziati hanno luogo». 

I dazi universali «faranno aumentare i prezzi negli Stati Uniti, portando a un aumento di preoccupazione sull’andamento dell’inflazione. Lo scenario principale stimato dai mercati di due tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel 2025 dovrà essere rivisto. Almeno fino alla riunione di luglio non ci aspettiamo che la Fed possa decidere di ridurre il costo del denaro», aggiunge Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia. I mercati finanziari «si trovano in una situazione di forte risk-off anche per la preoccupazione di eventuali ritorsioni da parte degli altri Paesi e una effettiva escalation di una guerra commerciale».

In più, la guerra commerciale «è destinata ad aumentare l’inflazione, a rallentare la crescita economica e a provocare aggiustamenti nelle catene di approvvigionamento globali», segnalano gli analisti di Scope Ratings che abbassano le aspettative di crescita all’1% circa (dal 2,7% delle previsioni di dicembre) per il pil Usa nel 2025.  Ecco cinque titoli da monitorare nella seduta del 3 aprile.

1)Apple paga l’esposizione alla Cina

Alle 15:30 le azioni della società fanno un tonfo dell’8% all’avvio degli scambi. Apple paga la sua esposizione alla Cina, colpita da dazi che salgono nel complesso al 54%: alla tariffa del 34% annunciata il 2 aprile da Trump si aggiunge quella, già in vigore, del 20%. Apple produce la maggior parte dei suoi prodotti in Cina e deve al mercato cinese un quinto dei ricavi. 

2)Lucid Group in calo: nel primo trimestre consegnati 3 mila veicoli

L’azienda di veicoli elettrici perde il 6,6%. Nel primo trimestre Lucid Group ha consegnato 3.109 veicoli e ne ha prodotti 2.212, più altri 600 in transito verso l’Arabia Saudita per l’assemblaggio finale. La società ha inoltre dichiarato di voler offrire 1 miliardo di dollari di obbligazioni senior convertibili. 

3)Lyft sconta il downgrade di BofA

Il titolo cede l’8,2% all’apertura delle borse. Gli analisti di BofA Securities hanno declassato la società di ride-sharing a underperform da buy e hanno ridotto l'obiettivo di prezzo a 10,5 dollari da 17,5 dollari.

4)Conagra Brands in rialzo dopo conti

Le azioni scattano i rialzo del 3,5% circa dopo che la società ha riportato un utile rettificato per il terzo trimestre di 51 centesimi per azione, mancando di poco le stime degli analisti. La guidance per l’anno fiscale 2025 è rimasta invariata e Conagra ha dichiarato di aspettarsi un «impatto limitato» sul 2025 dalle tariffe statunitensi su acciaio e alluminio e sulle importazioni dalla Cina.

5)RH manca le stime del quarto trimestre

RH è crollata del 33% dopo che gli utili del quarto trimestre fiscale hanno mancato le stime degli analisti e l’azienda di arredamento ha pubblicato previsioni di fatturato per il primo trimestre e per l’anno fiscale in corso, anch’esse inferiori alle aspettative. (riproduzione riservata)