Un possibile salto quantico nel business della desalinizzazione sta prendendo slancio in Norvegia. A scommetterci sono alcuni tra i maggiori gruppi del settore, come Xylem, quotata al Nyse con una capitalizzazione di 35 miliardi di dollari ed entrata dal 2024 nella classifica Usa Fortune 500. Insieme a cinque fondi specializzati, Burnt Island Ventures, Freebird Capital, Katapult Ocean, Nysnø Climate Investments e Water Unite Impact (Wellers), Xylem ha messo gli occhi sulla start up norvegese Flocean, che sta sviluppando una tecnologia del tutto nuova per rendere potabile l’acqua di mare. Invece delle pompe tradizionali, costose e con elevati consumi di energia, Flocean progetta la prima tecnologia sottomarina al mondo, attraverso moduli da collocare fino a una profondità di 600 metri, dove l’acqua non ha impurità, che lavorano sfruttando la pressione naturale del mare e promettono di dimezzare i costi.
Selezionata da Time come una delle migliori invenzioni del 2025, la desalinizzazione sottomarina sembra l’equivalente in chiave idrica di quello che potrebbe essere la fusione a confinamento magnetico (qui il progetto di Eni negli Stati Uniti) per l’energia: forniture illimitate, a basso costo e senza impatto per l’ambiente. Ma se il «sole in bottiglia», come viene chiamato quel particolare tipo di fusione, è atteso su scala commerciale non prima del 2040, per l’acqua desalinizzata nel fondo del mare l’obiettivo sembra più a portata di mano. I 23 milioni di dollari del primo round di finanziamento, al quale hanno partecipato anche Ari Emanuel, Orion, Rypples e Asset Buyout Partners, sono stati impiegati per il lancio di Flocean One, il primo impianto commerciale dimostrativo. Flocean ha sorpassato in corsa l’altra start up che sta sviluppando un progetto simile in California, la statunitense OceanWell.
Di certo c’è che, da soluzione tecnologica marginale, la desalinizzazione sta diventando un asset infrastrutturale strategico, con implicazioni dirette per investitori, utility e gruppi industriali coinvolti nei grandi progetti idrici, che si ritrovano in un numero crescente di Etf tematici (si veda la tabella).
Secondo la ricerca Watering the New Economy: Managing the Impacts of the AI Revolution, commissionata da Xylem e Global Water Intelligence, la crisi idrica globale dovuta a cambiamenti climatici e crescita della popolazione peggiorerà ulteriormente con l’ espansione dell'intelligenza artificiale, «destinata a determinare un aumento del 129% della domanda di acqua lungo tutta la catena del valore dell'Intelligenza Artificiale», che richiederà entro il 2050 30mila miliardi di litri di acqua in più all'anno.
Vedendola invece in ottica di mercato, quanto può valere il settore? Secondo il Global Water and Sewage Construction Project Insights Report 2025 di GlobalData, il valore complessivo dei progetti globali legati all’acqua supera i 580 miliardi di dollari. All’interno di questa pipeline, la desalinizzazione rappresenta una delle categorie a maggiore intensità di capitale, con un peso particolarmente elevato nelle aree a forte stress idrico, in primo luogo Medio Oriente e Nord Africa. I grandi impianti di desalinizzazione si distinguono per un valore medio per progetto compreso tra uno e tre miliardi di dollari.
Dal punto di vista economico, il principale fattore critico resta il costo operativo. Secondo S&P Global i consumi di energia degli impianti classici a osmosi inversa rappresentano tra il 30 e il 50% dei costi operativi, comprimendo sensibilmente i margini delle utility. È proprio questa forte esposizione ai costi energetici che, secondo S&P Global, sta spingendo operatori e investitori a guardare con crescente interesse a tecnologie in grado di ridurre l’intensità energetica del processo. Come, appunto, quella di Flocean.
Il profilo finanziario dei progetti è altrettanto rilevante per chi investe. Secondo le analisi sul project finance di Fitch Ratings, i grandi impianti di desalinizzazione sono generalmente finanziati con una leva elevata: la quota di debito può arrivare al 60-80% del capitale investito. La sostenibilità è garantita dai contratti di fornitura dell’acqua di lungo periodo. Le stime di rendimento confermano il carattere infrastrutturale del settore. Secondo Fitch, i progetti di desalinizzazione presentano in genere rendimenti attesi nell’ordine di un single digit elevato o low double digit, come le infrastrutture regolamentate. Per gli analisti la desalinizzazione è un settore per investitori con orizzonte di lungo periodo, interessati a flussi di cassa stabili più che a una crescita rapida. I numeri indicano anche che il valore non si concentra tanto nel singolo impianto, quanto nella capacità delle società di replicare il modello su più progetti, ottimizzando costi, tecnologia e struttura finanziaria. (riproduzione riservata)