La Commissione Ue riforma il mercato delle emissioni Ets e lancia il piano d’azione per l’elettrificazione
La Commissione Ue riforma il mercato delle emissioni Ets e lancia il piano d’azione per l’elettrificazione
Il 50% dei ricavi Ets sarà destinato alla decarbonizzazione, con focus su industria e clean-tech. L’altro obiettivo è portare l’elettrificazione al 46% entro il 2040 per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili

di Francesca Costantini (MF-Newswires) 17/07/2026 13:23

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La Commissione Europea presenta la proposta di revisione del Sistema di scambio di quote di emissione dell'Ue (Eu Ets) e il piano d'azione per l'elettrificazione. La prima riforma prevede, tra le altre cose, che il 50% dei ricavi degli Stati membri provenienti dalle aste del sistema Ets venga indirizzato alla decarbonizzazione in settori come industria, clean-tech, aviazione e comparto marittimo. Dal suo lancio nel 2005 il sistema ha generato oltre 270 miliardi di entrate, reinvestite in innovazione, decarbonizzazione industriale e modernizzazione del sistema energetico europeo.

Il tutto contribuendo a ridurre le emissioni in Europa del 50% nei settori interessati. Questo sistema basato sul mercato garantisce prevedibilità in tutti i Paesi dell'Ue. Tuttavia, il contesto geopolitico ed economico è cambiato e l'industria dell'Ue è sottoposta a pressioni crescenti. Il Sistema Ets va quindi modificato, affinché diventi il motore dell'innovazione e degli investimenti per la competitività e l'indipendenza dell'Ue, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo di giugno e il Clean Industrial Deal.

La revisione dell'Ets

La revisione dell'Ets porterà sollievo all'industria, preservando al contempo il ruolo essenziale del sistema nella transizione climatica ed energetica, in linea con la Legge europea sul clima. Aggiorna il fattore di riduzione lineare (Lrf) - che indica di quanto diminuisce ogni anno il numero totale di quote di emissione disponibili sul mercato - al 3,7% per il periodo 2031-2035 e all'1,7% per il periodo 2036-2040, rendendo la traiettoria più graduale e allineata al livello di ambizione climatica nazionale.

Fino al 2% di crediti internazionali di alta qualità consentiranno di finanziare progetti di decarbonizzazione all'estero e di fornire un margine di manovra nel periodo 2036-2040, quando la riduzione delle emissioni in Europa diventerà più impegnativa.

I fondi 

Il sistema Ets rivisto si concentrerà fortemente sugli investimenti. La Banca per la decarbonizzazione industriale disporrà di 100 miliardi di finanziamenti destinati alla decarbonizzazione industriale su larga scala in tutta Europa.

L'Ets Investment Booster sarà disponibile entro il 2030 come prima fase della Banca. Il Fondo per l'innovazione Ets dell'Ue continuerà a sostenere le prime applicazioni commerciali di tecnologie pulite innovative in un'ampia gamma di settori. Inoltre, gli Stati membri saranno tenuti a destinare il 50% delle proprie entrate nazionali derivanti dall'Ets a investimenti per la decarbonizzazione dei settori interessati. Ciò si traduce in oltre 100 miliardi di investimenti al 2030.

Sostegno agli Stati e quote gratuite per le imprese

La solidarietà rimane al centro del sistema Ets. Il Fondo per la modernizzazione continuerà a sostenere gli Stati Ue a basso reddito nell'ammodernamento dei sistemi energetici e nella trasformazione industriale. L'assegnazione gratuita di quote di emissione alle imprese continuerà anche dopo il 2030 e sarà più strettamente legata agli investimenti nella decarbonizzazione in Europa. I proventi nazionali del sistema Ets dovranno essere reinvestiti nei settori interessati. Il principio è chiaro: i contributi dell'industria devono tornare all'industria.

Questo approccio incoraggia e premia chi investe nella transizione verso un futuro più pulito e incentiva chi fatica a recuperare il terreno perduto. La proposta integra inoltre la rimozione permanente del carbonio nel sistema Eu Ets: ciò garantirà maggiore flessibilità ai settori più difficili da decarbonizzare e favorirà l'espansione di queste tecnologie. Una proposta separata sui parametri di riferimento mira ad aumentare le quote di emissione gratuite destinate all'industria per un valore di 6 miliardi nel periodo 2026-2030.

Il Cbam

Per i settori coperti dal Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), la riduzione delle quote gratuite sarà rallentata e la graduale eliminazione estesa fino al 2038. La Commissione ha proposto, inoltre, una riforma della Riserva di stabilità del mercato (Msr) per rafforzare ulteriormente la stabilità e la prevedibilità del mercato degli investimenti, mantenere la liquidità e ridurre l'eccessiva volatilità dei prezzi. Ciò si affianca alla proposta di aprile di interrompere l'invalidazione automatica delle quote detenute nella Riserva. La proposta rafforza il sistema Eu Ets per i settori dell'aviazione e marittimo e lo estende all'incenerimento dei rifiuti.

Assarmatori: passi avanti ma non abbastanza

«La proposta di revisione della direttiva Ets presentata dalla Commissione è troppo timida, pur contenendo importanti riconoscimenti delle istanze che abbiamo avuto modo di evidenziare più volte a Bruxelles, ad ogni livello. Ma nei prossimi passaggi in Consiglio e Parlamento ci aspettiamo un consolidamento degli aspetti positivi e interventi più coraggiosi», commenta il presidente di Assarmatori Stefano Messina.

«I grandi assenti sono gli strumenti necessari per tutelare i collegamenti con le isole maggiori e le Autostrade del Mare. Su questo, la parte più intransigente e miope della Commissione non ha voluto fare aperture. È un fatto grave: si mette così a rischio il principio della continuità territoriale e l’esistenza di servizi di trasporto merci che realizzano una vera sostenibilità ambientale».

Il piano per l’elettrificazione

Il piano d'azione per l'elettrificazione è volto invece a rendere l'Europa il primo continente alimentato da energia elettrica, e a rafforzare il mercato del carbonio per sostenere l'industria dell'Ue nella transizione verso un'economia pulita e l'elettrificazione. La dipendenza dell'Europa dai combustibili fossili importati ha ripetutamente esposto il continente a shock geopolitici. Questi hanno fatto lievitare i prezzi dell'energia sia per le famiglie che per le imprese, e hanno ridotto la nostra competitività.

I nuovi target

Sebbene il 70% dell'elettricità dell'Ue sia ora prodotta da fonti energetiche pulite nazionali, il tasso di elettrificazione della domanda di energia si è arrestato al 23% nell'ultimo decennio. Dobbiamo quindi accelerare l'elettrificazione dei settori che consumano energia, in particolare l'industria, i trasporti e gli edifici. A sostegno di questo obiettivo, la Commissione valuterà, nell'ambito del pacchetto sull'Unione dell'energia post-2030, un obiettivo indicativo di elettrificazione del 46% entro il 2040. Il raggiungimento di tale obiettivo potrebbe ridurre la spesa dell'Ue per le importazioni di combustibili fossili di 260 miliardi di euro all'anno entro il 2040.

I vantaggi dell'elettrificazione per i consumatori europei sono evidenti: guidare un veicolo elettrico a batteria può far risparmiare fino al 78% rispetto a un'auto equivalente alimentata a combustibili fossili. Il passaggio dalle caldaie a gas alle pompe di calore riduce la bolletta media del riscaldamento per le famiglie dell'Ue fino al 60%, offrendo al contempo importanti benefici collaterali per l'adattamento ai cambiamenti climatici. Tuttavia, permangono ostacoli alla diffusione su larga scala.

Vantaggi per i consumatori

L'elettricità però spesso costa tre volte di più del gas. I collegamenti alla rete possono richiedere anni. Troppe tecnologie innovative non raggiungono mai la scala commerciale. Le aziende hanno troppi pochi incentivi a passare dai combustibili fossili all'elettricità. Il Piano d'azione per l'elettrificazione affronta tutte queste barriere: si concentra sulla riduzione del divario di prezzo tra l'elettricità e i costi dell'energia fossile e sull'incentivazione dell'adozione di tecnologie più pulite basate sull'elettricità, come pompe di calore, veicoli elettrici e batterie, tra le altre, in tutta Europa.

Il piano mira, in sintesi, a livellare il campo di gioco tra elettricità e gas. La differenza di prezzo tra le due fonti spesso scoraggia il passaggio a opzioni più pulite come pompe di calore, veicoli elettrici e processi industriali elettrici. Per affrontare questo problema, la proposta di rendere le bollette elettriche a prova di futuro nell'Ue consentirà agli Stati membri di ridurre le tariffe di rete per determinate categorie di consumatori e le tasse per le imprese energivore. Inoltre, incentiva una più rapida diffusione dei contatori intelligenti, che renderanno più facile per i consumatori risparmiare sulle bollette. La proposta mira anche a garantire che l'elettricità non sia tassata più del gas.

Incentivi per edilizia, trasporti e reti

Il Piano d'azione propone inoltre soluzioni per ridurre i costi iniziali delle tecnologie di elettrificazione nei principali settori di domanda, come l'edilizia, i trasporti e l'industria. E individua un'ampia gamma di strumenti che possono essere mobilitati, come l'utilizzo di schemi di leasing sociale, strumenti finanziari Ets, tra cui il Fondo sociale per il clima e la Banca per la decarbonizzazione industriale, e un meccanismo per il mercato del calore pulito. Per rendere possibile l'elettrificazione, dobbiamo accelerare la diffusione della rete elettrica. Le reti europee sono tra le più grandi e affidabili al mondo.

Le reti

Tuttavia, le lunghe liste d'attesa per i nuovi allacciamenti e la rete esistente non vengono utilizzate con la massima efficienza possibile. Il pacchetto sulle reti proposto lo scorso anno affronta queste sfide e la sua rapida adozione da parte dei colegislatori entro la fine dell'anno sarà fondamentale per accelerare l'elettrificazione in Europa. Il piano affronta altri ostacoli, tra cui la lenta adozione di soluzioni innovative per l'elettrificazione, promuovendo lo sviluppo di progetti di investimento sostenibili e la capacità produttiva nel settore delle tecnologie per l'energia pulita.

Il piano dotta un approccio che considera l'intera catena del valore per rendere l'elettrificazione economicamente vantaggiosa, a partire dagli investimenti nelle competenze e nel potenziale di creazione di posti di lavoro. L'elettrificazione ha il potenziale per creare centinaia di migliaia di posti di lavoro di qualità. E l'Ue deve assicurarsi che la forza lavoro sia pronta. (riproduzione riservata)