Le imprese tecnologiche e la comunità scientifica cinese hanno reagito con un netto rifiuto, forte ostilità e accuse di protezionismo agli appelli lanciati dai leader della Silicon Valley (primo fra tutti il ceo di Anthropic, Dario Amodei) per un rallentamento volontario nello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale avanzati.
I media di Stato cinesi, come il Global Times, hanno riassunto la posizione del Paese definendo la proposta americana come un «copione da Guerra Fredda» basato sulla diffusione della paura, mirato a mantenere l'egemonia tecnologica globale degli Stati Uniti.
Secondo i ricercatori e gli analisti di settore in Cina, un rallentamento globale in questo momento servirebbe solo a proteggere i colossi americani, bloccando di fatto le aziende inseguitrici proprio ora che stanno colmando il divario tecnologico a costi drasticamente inferiori.
L'industria tecnologica cinese non ha pertanto intenzione di rallentare il passo, come dimostrano i fatti: proprio in concomitanza con il dibattito sul rallentamento, la startup cinese DeepSeek ha lanciato il suo nuovo modello di frontiera V4.1-Flash, focalizzato su un'altissima velocità di calcolo e sul crollo dei costi operativi. Le imprese cinesi stanno inoltre rispondendo alle restrizioni sui chip avanzati imposte dagli Usa non rallentando, ma accelerando la ricerca su algoritmi ultra-efficienti ed ecosistemi open-source per aggirare i limiti hardware
Da sottolineare poi che il presidente cinese Xi Jinping ha parlato ampiamente di intelligenza artificiale al vertice dei Brics svoltosi a New Delhi il 13 settembre 2026.
Durante la sessione di chiusura del summit, Xi ha presentato cinque grandi iniziative per rafforzare la cooperazione tra i Paesi del Sud Globale. In particolare, la Cina si è offerta di guidare il blocco dei Brics supportando la cooperazione nello sviluppo e nell'applicazione di grandi modelli linguistici (Llm).
Il progetto prevede la nascita di un ecosistema AI comune, l'organizzazione di seminari e corsi di formazione tecnica specialistica per i Paesi membri e la creazione di una piattaforma cloud per l'ecosistema digitale dei Brics.
Con questa mossa basata sull'open source, la Cina punta a promuovere i propri standard tecnologici in alternativa ai sistemi proprietari e «chiusi» dei colossi americani come Anthropic e OpenAI.
In questo modo, la Cina intende estendere la propria rete di partner globali, posizionandosi come il punto di riferimento tecnologico per le economie emergenti e arginando i tentativi di isolamento da parte di Washington. (riproduzione riservata)