La Cina non sarebbe affatto vicina ad approvare il sistema di guida assistita avanzata Full Self-Driving (FSD) di Tesla, raffreddando le aspettative espresse dal ceo Elon Musk. A riferirlo è un’indiscrezione attribuita a una fonte governativa cinese e riportata dal quotidiano statale China Daily, secondo cui le notizie su un via libera imminente sarebbero «non corrette».
La smentita arriva a poche ore dalle dichiarazioni di Musk, che giovedì 22 aveva indicato febbraio come possibile mese dell’approvazione del Full Self-Driving in Cina, ribadendo una tempistica già evocata lo scorso novembre. Il manager ne aveva parlato a margine del World Economic Forum di Davos, nel suo primo intervento al forum, affermando di «sperare» in un via libera europeo già il mese prossimo e «probabilmente» in una tempistica simile anche per la Cina, come riportato da Reuters.
Secondo la fonte citata da China Daily, non ci sarebbe al momento alcuna conferma su progressi o scadenze della revisione regolatoria cinese del sistema FSD. Questo chiarimento potrebbe pesare sul titolo e sulle prospettive di Tesla nel più grande mercato auto del mondo, dove il gruppo offre oggi un Autopilot con funzionalità nettamente inferiori rispetto alla versione statunitense dell’FSD.
Pechino resta un tassello strategico per la casa di Austin. Il costruttore spinge da tempo per portare in Cina il software di assistenza alla guida più avanzato, ma i vincoli normativi – anche in materia di dati e sicurezza – hanno finora rallentato l’iter. Il 25 febbraio 2025 Tesla aveva iniziato a distribuire nel Paese alcune funzioni Adas simili a quelle dell’FSD Usa, evitando però di usare la denominazione «Full Self-Driving»: un passaggio letto dagli osservatori come l’avvio formale dell’introduzione della tecnologia nel mercato cinese. A oggi, però, queste funzioni non raggiungono ancora le capacità della versione americana. (riproduzione riservata)