La Bce ha uno scudo per la Francia, ma lo userà solo se lo spread salirà. Le regole sul Tpi e le attese degli economisti
La Bce ha uno scudo per la Francia, ma lo userà solo se lo spread salirà. Le regole sul Tpi e le attese degli economisti
L’intervento di Francoforte è stato per il momento escluso dal governatore della Banca di Francia Emmanuel Moulin. Gli scenari in vista di un possibile addio anticipato di Lagarde alla Bce

di  di Francesco Ninfole 09/10/2026 20:00

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La Bce salverà la Francia se le tensioni sui mercati aumenteranno? È questa la domanda che si fanno gli operatori quando vedono salire lo spread di Parigi con il Bund, che nei giorni scorsi ha superato i 140 punti base arrivando ai massimi da 14 anni.

Sulla materia la Bce si è lasciata volontariamente margini di flessibilità. Francoforte ha a disposizione il cosiddetto scudo anti-spread, noto come Tpi (Transmission Protection Instrument), varato nel luglio 2022 tra lo scetticismo dei Paesi core (quale allora era la Francia) che lo ritenevano uno strumento in difesa della periferia dell’Eurozona.

Le regole dicono che il Tpi può essere attivato per contrastare dinamiche dei mercati «disordinate» e «non giustificate da fondamentali specifici di uno Stato». In tal caso la Bce può comprare titoli di Stato sul mercato secondario senza restrizioni ex ante. Gli acquisti sarebbero legati alla gravità dei rischi.

La decisioni sull’uso del Tpi spettano al consiglio direttivo Bce sulla base di alcuni criteri: la conformità al quadro fiscale dell’Ue, l’assenza di gravi squilibri macro, la sostenibilità fiscale (anche sulla base delle analisi della Commissione Ue, dell’Esm e del Fmi) e l’esistenza di politiche macro solide. Queste condizioni tuttavia non sono rigide, ma vanno considerate come un «input» per il consiglio direttivo che valuta «dinamicamente in base ai rischi e alle situazioni da affrontare».

Di conseguenza la Francia potrebbe essere aiutata anche se resterà al di fuori delle regole Ue. È difficile pensare che la Bce resti ferma in una situazione estrema, peggiore di quella vista finora. Ma di certo la banca centrale non si muoverà ai livelli attuali di spread, in assenza di interventi significativi del governo francese per una correzione di bilancio. Francoforte non vuole ostacolare la pressione dei mercati nei confronti di Parigi che oggi mantiene un forte deficit e non sembra avere la capacità politica di ridurlo.

Così al momento sono tutti concordi nel ritenere ingiustificato un intervento Bce per la Francia. Non sorprende che si sia espresso in tal senso il presidente della Bundesbank Joachim Nagel.

Ma le stesse opinioni sono state ribadite anche dal governatore della Banca di Francia Emmanuel Moulin: «Il divario nei tassi è legato al fatto che abbiamo un deficit superiore a quello degli altri Paesi dell’Eurozona e che c’è incertezza politica sull’approvazione del bilancio», ha detto Moulin. «Oggi non c’è bisogno di cercare la soluzione a Francoforte. La soluzione è da noi», ha aggiunto. «Non credo che la Bce debba intervenire in questo momento, date le condizioni attuali. La missione della banca centrale è combattere l’inflazione che ha superato l’obiettivo del 2%. Non spetta alla Bce rispondere ai problemi di bilancio dei Paesi».

La presidente francese della Bce Christine Lagarde ha comunque ricordato all’ultimo Eurogruppo che la Francoforte «vigila» sul corretto funzionamento dei mercati e dispone di strumenti per contrastare dinamiche di mercato ingiustificate e disordinate, nel rispetto di criteri di ammissibilità.

Il cambio dei vertici Bce

Lagarde potrebbe lasciare il vertice della Bce a inizio 2027, alcuni mesi prima della scadenza di ottobre. Così Emmanuel Macron avrebbe un ruolo centrale nelle nomine dell’istituto centrale prima delle elezioni di aprile che vedono in testa il Rassemblement National di Marine Le Pen.

Si vedrà se i piani di Lagarde cambieranno in caso di eventuale inasprimento della crisi francese. Intanto Le Pen ha fatto sapere di voler ridurre in modo significativo il disavanzo francese, ma anche di voler spingere la Bce a intervenire per abbassare i tassi sui prestiti per difesa e tecnologia.

Le prossime settimane sui mercati saranno così decisive per l’eventuale utilizzo del Tpi. Gli economisti di Commerzbank hanno sottolineato che la Bce ha anche altre strade più morbide per aiutare la Francia, in particolare attraverso un tono più colomba sui tassi e rassicurazioni sugli strumenti di protezione (sulla linea di quanto fatto negli ultimi giorni da Lagarde), ma anche attraverso lo stop alla riduzione del bilancio (Quantitative Tightening) e il ritorno al riacquisto dei titoli di Stato in scadenza.

Il Tpi resta uno strumento di ultima istanza, applicabile anche ad altri Paesi in caso di contagio dalla Francia. In teoria la Bce dispone anche dello scudo Omt dell’era Draghi, ma questo strumento richiederebbe un piano dell’Esm (del tutto improbabile) nei confronti di Parigi. (riproduzione riservata)