Il Comitato di politica monetaria (Monetary Policy Committee, Mpc) della Bank of England ha votato, con una maggioranza di 8 membri contro 1, a favore di un aumento del tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4%. Un membro avrebbe preferito un rialzo di 50 pb, al 4,25%. Il conflitto in Medio Oriente è ormai entrato nel suo nono mese, ha sottolineato la BoE. I prezzi globali dell'energia hanno continuato ad aumentare, partendo da livelli già elevati. Nel Regno Unito, l'inflazione misurata dall'indice dei prezzi al consumo è salita al 3,5% a settembre. La BoE prevede ora che raggiunga circa il 5% entro la metà del prossimo anno. Successivamente, secondo le proiezioni, dovrebbe diminuire, man mano che si attenuerà l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia sui tassi di inflazione a 12 mesi e che la politica monetaria, ancora restrittiva, contribuirà a contenere le pressioni inflazionistiche.
Sebbene gli effetti diretti dell'aumento dei prezzi dell'energia siano evidenti e continueranno a riflettersi sulle bollette energetiche di imprese e famiglie, le prove di effetti indiretti sugli altri prezzi e sui salari rimangono limitate. Tuttavia, l'entità delle pressioni inflazionistiche che si stanno accumulando è ormai sufficiente a giustificare un aumento del tasso di riferimento, ha puntualizzato la BoE. Negli ultimi mesi, i dati sull'attività economica sono stati generalmente migliori delle attese, rafforzando le ragioni a favore di un moderato inasprimento della politica monetaria. La politica monetaria non segue un percorso prestabilito, ha infine precisato la BoE. Il Comitato continuerà a valutare i dati disponibili in occasione di ogni riunione, prestando particolare attenzione alla probabilità che gli elevati prezzi dell'energia si trasmettano agli altri prezzi e, più in generale, all'economia, monitorando l'andamento delle retribuzioni di fondo, i comportamenti delle imprese nella determinazione dei prezzi e il grado di capacità produttiva inutilizzata nell'economia. Il Comitato adeguerà il tasso di riferimento secondo necessità, per garantire che l'inflazione torni all'obiettivo del 2% nel medio termine.
«I membri del Comitato di politica monetaria» della BoE «sono sempre più incerti sul grado di restrittività dei tassi di interesse. Il tono sempre più restrittivo delle loro dichiarazioni suggerisce che il Comitato non tollererà un'inflazione elevata, soprattutto considerando che il mercato del lavoro sembra aver toccato il punto minimo. Continuiamo a ritenere che il prossimo rialzo dei tassi avverrà a febbraio, secondo il nostro scenario di base. Tuttavia, i rischi sono orientati verso un ciclo di inasprimento monetario più prolungato», afferma Simon Dangoor di Goldman Sachs Asset Management. «La Bank of England ha aumentato i tassi di interesse al 4% e prevediamo un ulteriore rialzo entro febbraio. Una nuova impennata dei prezzi dell'energia potrebbe anticipare questa decisione a dicembre. Tuttavia, restiamo scettici sulla necessità che la banca centrale proceda con più di un altro rialzo dei tassi», aggiungono gli economisti di Ing.
«La Bank of England ha deciso il primo rialzo dei tassi in tre anni, portando il costo del denaro al 4%, con l'obiettivo di contrastare gli effetti dei rincari energetici provocati dalla rinnovata escalation del conflitto con l'Iran. Con l'inflazione al 3,5%, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale, una svolta in senso restrittivo appariva ormai inevitabile, soprattutto considerando come i maggiori costi dell'energia si stiano progressivamente trasmettendo al resto dell'economia. Le prossime decisioni dipenderanno dalla durata del conflitto e dalla rapidità con cui le pressioni inflazionistiche si propagheranno ad altri comparti dell'economia, in particolare ai salari. Alla luce delle nuove previsioni dei policymaker, che indicano un'inflazione in aumento fino al 5% il prossimo anno, sembra che il ciclo di restrizione monetaria sia nuovamente entrato nel vivo», afferma infine Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. (riproduzione riservata)