La Banca di Francia vende l’oro detenuto negli Usa. E ottiene così una plusvalenza di 12,8 miliardi di euro
La Banca di Francia vende l’oro detenuto negli Usa. E ottiene così una plusvalenza di 12,8 miliardi di euro
La mossa della banca centrale è legata a ragioni tecniche ma ha anche effetti geopolitici. La plusvalenza consente all’istituto di chiudere in utile il 2025. La Fed invece perde 18,7 miliardi di dollari nell’anno

di Francesco Ninfole 26/03/2026 22:40

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La Banca di Francia vende l’oro negli Usa. La mossa è dovuta a ragioni tecniche, ma avrà anche effetti geopolitici perché metterà al riparo Parigi da sorprese da parte degli Stati Uniti.

La vendita ha prodotto un’altra conseguenza di rilievo: grazie agli alti prezzi dell’oro, la Banca di Francia ha ottenuto una plusvalenza di 12,8 miliardi di euro che ha consentito all’istituto di evitare una perdita nel 2025 (caso raro tra le banche centrali globali) e di chiudere l’anno con un utile di 8,1 miliardi che servirà a compensare il rosso di 7,7 miliardi del 2024. L’istituto non ha distribuito dividendi allo Stato.

Il rinnovo delle riserve e gli standard internazionali

Da quasi venti anni la Banca di Francia sta sostituendo le riserve auree più datate con lingotti che soddisfano i moderni standard internazionali previsti dalla London Bullion Market Association. Un audit interno del 2024 ha raccomandato di completare il processo per la quota di oro francese ancora detenuta a New York pari a 129 tonnellate, il 5% del totale dell’istituto che in tutto possiede 2.437 tonnellate.

La Banca di Francia ha così venduto l’oro a New York tra luglio 2025 e gennaio 2026, beneficiando della plusvalenza (11 miliardi nel 2025 e 1,8 miliardi nel 2026), e ha acquistato un analogo ammontare che ora è detenuto a Parigi. Non c’è stato quindi un trasferimento fisico.

Il governatore François Villeroy de Galhau ha detto che la manovra non è motivata da ragioni politiche e che i nuovi lingotti sono ora conservati a Parigi perché l’oro con i più elevati requisiti (con una purezza superiore al 99,5%) è scambiato sul mercato europeo. «È un'operazione eccezionale», ha detto Villeroy. «Non abbiamo ragione tecnica o intenzione di ripeterla».

Le riserve auree mondiali

La Francia possiede la quarta riserva aurea più grande al mondo dopo Stati Uniti (oltre 8 mila tonnellate), Germania (3.352) e Italia (2.452), senza considerare il Fondo Monetario Internazionale.

I Paesi europei hanno accumulato oro nel boom economico dopo la seconda guerra mondiale. Una parte è stata detenuta negli Usa anche come precauzione per un’eventuale guerra con l’Unione Sovietica negli anni della guerra fredda. La Francia però ha iniziato a riportare l’oro a Parigi già durante la presidenza De Gaulle.

Nel 2013 anche la Bundesbank ha recuperato parte delle riserve all'estero, ma il 37% è ancora a New York (dove c’è anche il 43% dell’oro italiano). Negli ultimi mesi alcuni europarlamentari tedeschi hanno chiesto al governo di Berlino di riportare nei confini nazionali l’oro negli Stati Uniti.

Le perdite di bilancio di Bce e Bundesbank

Secondo i bilanci 2025 finora pubblicati, la Bundesbank ha perso 8,6 miliardi. La Bce ha avuto una perdita di 1,3 miliardi, in calo dai 7,9 miliardi del 2024, come conseguenza della riduzione dei tassi che ha comportato minori spese sulle passività. La banca centrale prevede di tornare all’utile nel 2026 o 2027, in base alle attese di mercato sui tassi. Il rosso di bilancio non ha impatto sulla politica monetaria.

I conti della Fed

Anche la Fed ha pubblicato i conti 2025 che si sono chiusi con una perdita operativa di 18,7 miliardi di dollari, in calo rispetto al rosso di 77,6 miliardi del 2024 e di 114,3 miliardi del 2023.

Le banche centrali hanno registrato forti perdite negli ultimi anni perché i rialzi dei tassi hanno aumentato il costo delle passività, mentre i proventi dell’attivo (perlopiù titoli di Stato) sono in gran parte a tasso fisso e a lunga scadenza. (riproduzione riservata)