L’oro supera quota 5.300 dollari. Quando si fermerà la corsa? Il ruolo delle banche cinesi e di Tether
L’oro supera quota 5.300 dollari. Quando si fermerà la corsa? Il ruolo delle banche cinesi e di Tether
Il metallo prezioso cresce anche grazie a nuovi protagonisti del mercato, che lo stanno includendo nelle proprie strategie. Il parere degli esperti di Wisdomtree e Amundi

di Giulia Venini    28/01/2026 15:09

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L’oro ha superato mercoledì 28 la soglia dei 5300 dollari l’oncia. Ha margini di ulteriore crescita? Gli analisti di Wisdomtree hanno delineato due scenari di base: rialzista e ribassista.  

Nel primo caso, il metallo giallo potrebbe spingersi fino a  6.000 dollari l’oncia sotto la spinta di una Federal Reserve molto più accomodante che taglia i tassi in modo aggressivo. Si tratta di una politica che favorirebbe un forte aumento dell’inflazione (fino al 5%) e un ulteriore indebolimento del dollaro dovuto all’ampliamento dei deficit gemelli.

Nello scenario orso, invece, l’oro potrebbe scendere verso i 3.905 dollari oncia entro il quarto trimestre del 2026. Un evento che si verificherebbe qualora la Federal Reserve dovesse riuscire a riaffermare la propria credibilità, mantenendo l’inflazione ancorata al target del 2% attraverso una politica più restrittiva. Di conseguenza, i tassi di interesse e i rendimenti a 10 anni salirebbero, il dollaro si apprezzerebbe e il posizionamento speculativo sull’oro subirebbe una contrazione sostanziale.

Nuove fonti di domanda

L’oro cresce anche grazie a nuovi protagonisti del mercato, che lo stanno includendo nelle proprie strategie.  Una delle novità più rilevanti riguarda le compagnie assicurative cinesi che, in conseguenza di un programma pilota approvato nel febbraio 2025, possono ora allocare fino all’1% dei propri beni in oro, con un potenziale di acquisto stimato in circa 244 tonnellate annue. A queste si aggiungono gli emittenti di asset digitali come Tether, che è diventato una fonte non convenzionale significativa, detenendo circa 115 tonnellate di oro come riserva o tesoreria.

Un ulteriore contributo proviene dai fondi pensione indiani, autorizzati dal dicembre 2025 a investire fino all’1% del loro vasto patrimonio in Etf su metalli preziosi. Infine, il ruolo delle banche centrali è diventato strutturalmente più centrale: dal 2022 gli acquisti annuali hanno superato le 1.000 tonnellate, raddoppiando la media del decennio precedente.

Fattori da tenere sotto osservazione

L’aumento del debito pubblico rende i mercati più instabili e può spingere le banche centrali ad allentare la politica monetaria. Secondo Wisdomtree, ciò porterebbe alla cosiddetta «dominanza della politica di bilancio», in cui il debito condiziona le scelte monetarie, contesto di cui l’oro beneficerebbe.

Ma non è trascurabile il rischio di condizionamenti di Washington sulla Federal Reserve, «rischio plausibile», sostengono gli analisti 

Fattori di instabilità geopolitica

Secondo un report di Amundi, la frammentazione del commercio globale ha messo in discussione la globalizzazione degli ultimi cinquant'anni. Un fattore scatenante è stato l’introduzione di dazi nel 2025 da parte del presidente americano Donald Trump (il famoso «Liberation Day»), accompagnato dalle sue minacce di imporre ulteriori tariffe ai paesi membri della Nato, qualora non fosse stato consentito agli Stati Uniti di acquistare la Groenlandia dalla Danimarca. 

Su un altro fronte, lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, e il conseguente congelamento delle riserve in valuta estera della banca centrale russa da parte dei paesi del G7, hanno messo in luce la vulnerabilità delle riserve denominate in valute fiat occidentali, spingendo le banche centrali di tutto il mondo ad accelerare la diversificazione verso l’oro per migliorare la resilienza dei propri asset. (riproduzione riservata)