Gli investitori nervosi si rifugiano nell’oro dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scatenato dazi reciproci all'importazione più aggressivi del previsto, accelerando una già accesa guerra commerciale globale. Così il prezzo spot dell’oro ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3167,83 dollari l’oncia per poi stornare, ma solo leggermente: -0,10% a 3.128,25 dollari l’oncia.
Mercoledì 2 aprile Donald Trump ha svelato dazi base del 10% su tutte le importazioni negli Stati Uniti e tariffe più alte su 60 Paesi, inclusi alcuni dei suoi più grandi partner commerciali. Uno dei motivi per cui l'oro è acquistato, nonostante abbia già messo a segno un +19,3% circa da inizio anno, è il «rallentamento che i dazi probabilmente causeranno all'economia degli Stati Uniti, aumentando le prospettive di futuri tagli dei tassi di interesse da parte della Fed», afferma l'analista di Capital.com, Kyle Rodda. A questo si aggiungono i conflitti geopolitici e gli acquisti delle banche centrali. Infatti, «le politiche di Trump spingeranno le banche centrali a parcheggiare le loro riserve in oro piuttosto che in attività denominate in dollari statunitensi», prevede Rodda. Gli investitori aspettano il rapporto sui salari non agricoli statunitensi previsto per venerdì per avere indizi sul percorso di politica monetaria della Fed.
Lo scorso 14 marzo il prezzo dell’oro ha superato la soglia di 3.000 dollari l’oncia e da allora non si è più fermato, infrangendo un record dopo l’altro. Ma più che il prezzo in sé, è il percorso che ha portato a questo risultato a fare scalpore: l’asset è passato da 2.500 dollari a 3.000 in appena 210 giorni quando, storicamente, la media necessaria per conseguire un guadagno di 500 dollari era di 1.700 giorni, spiega Elisa Piscopiello, Senior Etf Analyst di L&G, divisione Asset Management.
Nel frattempo, nota Rhona O'Connell, Head of Market Analysis di StoneX Bullion, il metallo giallo continua ad affluire nei magazzini del Chicago Mercantile Exchange, anche se il tasso di variazione è diminuito e le scorte d’oro rispetto alla copertura Open Interest si stanno ora stabilizzando tra l’80 e l’83%, dall’ultimo riepilogo dei movimenti (il 10 dicembre è il momento in cui il materiale ha iniziato ad arrivare a New York, poiché i risk manager hanno iniziato a preoccuparsi della minaccia dei dazi). Ancora una volta l’Exchange of Futures for Physical è stato volatile, anche se questo probabilmente è meno legato alle preoccupazioni fondamentali di mettere a frutto il metallo, quanto piuttosto alla riduzione delle posizioni in vista del fine settimana, quando sarebbe difficile gestire eventuali sviluppi esogeni negativi.
«L’oro è ancora ipercomprato e sta testando l’estremità superiore della sua fascia di tendenza più ripida», sottolinea Rhona O'Connell, «ma per il momento è dotato di vita propria in quanto i mercati sono saldamente in modalità risk-off. Per quanto ancora può durare?» Secondo Elisa Piscopiello bisogna osservare i driver di lungo termine dalla classe di attività in oggetto, invece che le performance di breve, e nel caso dell’oro è da tempo noto che la sua principale funzione nei portafogli multi-asset è quello di punto di riferimento in periodi turbolenti e incerti come quello attuale a causa delle tensioni geopolitiche, con la guerra in Ucraina e in Medio Oriente, ma anche dell’incertezza economica.
In questa seconda casistica, a rappresentare un volano per l’oro c’è soprattutto l’outlook dell’economia statunitense e le aspettative di un dollaro più debole, osserva Elisa Piscopiello. Infatti, nel mese di marzo l’indice Citigroup Economic Surprise, che misura le differenze tra le aspettative del mercato e quanto si è effettivamente concretizzato, è entrato in territorio negativo, suggerendo come i dati più recenti abbiano deluso le attese. Questo rallentamento è stato poi confermato anche dalla Federal Reserve, che ha rivisto le stime di crescita degli Stati Uniti da +2,1% a +1,7% per quest’anno, e di flussi di capitali nell’equity Usa, che tra febbraio e marzo hanno registrato deflussi netti a causa delle valutazioni già molto elevate, della maggiore debolezza e delle tensioni che si sono venute a creare sul piano commerciale.
Un altro elemento strutturale che ha sostenuto la spinta dell’oro è la domanda che hanno generato le maggiori banche centrali negli ultimi tre anni, quando ogni anno gli acquisti hanno superato le 1.000 tonnellate. Inoltre, si è osservata una forte espansione del mercato dei future, con gli open interest che da inizio 2025 sono cresciuti del 10%, con un picco particolarmente significativo proprio nel mese di marzo, riflettendo non solo la forte domanda, ma anche la fiducia che gli investitori nutrono e continueranno a nutrire verso il metallo. «Riteniamo che, nonostante la rapidità con cui il prezzo dell’oro è cresciuto, l’instabilità geopolitica e la persistente incertezza economica faranno sì che la commodity possa continuare a crescere anche nel più lungo periodo, rimanendo un punto di riferimento centrale per gli investitori», prevede Elisa Piscopiello.
Chi volesse avere una posizione verso questa commodity può comprare direttamente il metallo o i future a esso collegati, ma esiste anche un’altra strada: investire nelle società minerarie che lo estraggono. Tali imprese sono state in grado di amplificare le oscillazioni del prezzo tanto che, se l’oro sta registrando un +13%, l’indice Global Gold Miners sta conseguendo un guadagno del 30% circa. «Ciò dimostra quanto questi player possano vivere una crescita degli utili molto superiore a quella dell'oro, creando rendimenti potenziali significativi per gli azionisti. Tuttavia», avverte l’esperta di L&G, «questa alternativa è anche più rischiosa in quanto, se il prezzo dell'oro scende, questa dinamica potrebbe invertirsi e allargare le perdite. In ogni caso, se si osservano le previsioni per la seconda metà del 2025, questa seconda eventualità appare molto remota, dato che per i miner si parla di utili a due cifre e forti aspettative di crescita, riflettendo l'ottimismo sulla domanda sostenuta di oro. Pertanto, per coloro che hanno una prospettiva positiva sull'oro, percorrere questa opzione potrebbe essere un modo tattico per capitalizzare le attuali dinamiche di mercato». (riproduzione riservata)