L’Italia rafforza lo scudo aereo della Nato in Turchia. Roma ha infatti programmato il dispiegamento di un sistema missilistico Samp/T nella provincia turca di Konya, nel cuore dell’Anatolia, presso il 3° Comando della Main Jet Base dell’aeronautica turca. Ad annunciarlo è stato il ministero della Difesa di Ankara, spiegando che l’operazione rientra nel Piano di difesa permanente della Nato ed è finalizzato a rafforzare le capacità di difesa aerea dell’Alleanza su uno dei suoi fronti più sensibili.
Il Samp/T, sviluppato dal consorzio Eurosam (joint venture tra Mbda Italia, Mbda Francia e Thales) è il principale sistema europeo di difesa terra-aria a medio e lungo raggio. Può intercettare aerei, elicotteri, droni e missili balistici grazie ai missili Aster 15 e Aster 30, garantendo una copertura a 360 gradi anche in scenari di guerra elettronica. Il sistema è inoltre dotato di radar multifunzione Arabel e della più recente famiglia Kronos, sviluppata da Leonardo.
Il rafforzamento della presenza italiana arriva in un momento di crescente tensione sul fianco sud-orientale della Nato. Secondo il ministero della Difesa turco, dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, le forze dell’Alleanza sono state chiamate in quattro occasioni a intercettare missili balistici iraniani diretti verso il territorio turco. Una situazione che ha portato anche al dispiegamento di una nuova batteria Patriot presso la base aerea di Incirlik, nel sud della Turchia, a pochi chilometri dal confine siriano.
Ma l’invio del Samp/T assume anche un valore politico. Secondo il quotidiano turco Daily Sabah, Ankara punta a rafforzare il proprio ruolo all’interno dell’Alleanza in una fase in cui gli Stati Uniti chiedono agli alleati europei di assumersi maggiori responsabilità nella difesa del continente. Secondo il ministro degli Esteri, Hakan Fidan, la Turchia rappresenta un vero e proprio «Paese àncora» della Nato, capace di mantenere una posizione autonoma tra Washington e gli alleati europei.
Sempre secondo il Daily Sabah, il governo turco ritiene che il prossimo vertice Nato previsto ad Ankara il 7 e l’8 luglio possa rappresentare un passaggio decisivo per ridefinire gli equilibri dell'Alleanza. Secondo Fidan diversi partner europei vedano nel presidente Recep Tayyip Erdogan un interlocutore chiave per accompagnare la Nato in una fase di transizione, segnata dal progressivo riequilibrio del contributo militare statunitense e dalla richiesta agli alleati europei di aumentare investimenti e capacità operative. (riproduzione riservata)