Mentre al Quirinale il Consiglio Supremo di Difesa definisce la posizione dell’Italia di fronte alle nuove minacce per la sicurezza nazionale - dal conflitto in Medio Oriente fino ai nuovi rischi cyber - il Parlamento esamina un nuovo tassello della strategia della Difesa, ampliata e modernizzata dal ministro Guido Crosetto.
L’11 febbraio il ministero della Difesa ha trasmesso alla Camera uno schema di decreto interministeriale (co-firmato dal Mef) relativo all’approvazione del programma di sviluppo di un sistema satellitare ottico militare di terza generazione: una costellazione di satelliti in grado di osservare la Terra con grande precisione, fornendo immagini utili alle forze armate per monitorare crisi internazionali, movimenti militari o aree di operazione.
Si tratta di tecnologie diventate negli ultimi anni sempre più centrali. Oggi gran parte delle operazioni militari - ma anche molte attività civili - dipende da dati raccolti dallo spazio: immagini, comunicazioni, navigazione. Non a caso lo spazio è considerato a tutti gli effetti un dominio della sicurezza nazionale al pari di terra, mare, aria e cyberspazio.
Il progetto italiano non parte da zero. Una prima fase era stata autorizzata nel 2022 con un finanziamento di 264 milioni di euro. All’epoca il costo complessivo dell’intero programma era stimato in 590 milioni. Con il nuovo decreto però limporto viene aggiornato a 640 milioni, cioè 50 milioni in più rispetto alla previsione iniziale.
Secondo la scheda trasmessa dal governo, l’aumento è legato soprattutto all’aggiornamento dei sistemi di sicurezza del programma. In particolare, sarà introdotta la cosiddetta crittografia post-quantica, un insieme di tecnologie pensate per proteggere le comunicazioni anche in un futuro in cui i computer quantistici potrebbero rendere vulnerabili i sistemi di cifratura oggi utilizzati.
Il programma prevede tre grandi voci di spesa: 500 milioni per costruire i satelliti, 90 milioni per i lanci nello spazio e 50 milioni di euro per l’aggiornamento dei sistemi di sicurezza e cifratura. La fase attualmente all’esame del Parlamento vale 292,6 milioni e copre un arco temporale che va dal 2026 al 2031. In questo periodo dovrebbero essere realizzati e messi in orbita i satelliti del sistema.
La terza parte residuale del progetto (altri 83 milioni) dovrà invece essere finanziata in un secondo momento con nuovi provvedimenti. Il programma si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento della spesa militare. Secondo il monitoraggio dell’Osservatorio Milex, dall’inizio della legislatura il governo ha presentato al Parlamento programmi di armamento e ammodernamento per 36,3 miliardi, di cui 16,5 miliardi messi sul tavolo delle commissioni dall’inizio del 2026.
Ma l’obiettivo finale è molto più ambizioso. Crosetto ha promesso che entro fine marzo porterà all’esame del Consiglio dei ministri il testo della riforma strutturale della Difesa, a cui sta lavorando un comitato strategico costituito ad hoc. Il disegno di legge dovrebbe ridisegnare lo strumento militare introducendo tra l’altro una riserva di circa 10 mila volontari e nuove strutture dedicate alla cybersicurezza. (riproduzione riservata)