Teheran potrebbe guadagnare 70-90 miliardi di dollari all'anno imponendo un pedaggio di 2 milioni di dollari per nave su 100-130 navi al giorno che transitano nello Stretto di Hormuz. Il calcolo è di JPMorgan Private Bank rivelato dal banker Michael Cembalest nel suo podcast Salem’s Lot: Gulf War update pubblicato il 6 aprile sul sito della banca americana, quindi un giorno prima dell’annuncio della tregua fra Stati Uniti e Iran.
E poiché il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero valutare una joint venture con l’Iran per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, si può supporre che gli incassi dei pedaggi potrebbero essere spartiti equamente tra i due Paesi. Quindi Washington incasserebbe fra i 35 e i 45 miliardi dollari l’anno.
Anche se il traffico rimanesse basso, l’analista di JP Morgan Cembalest evidenzia un guadagno immediato significativo: se l’Iran applicasse il pedaggio di 2 milioni di dollari solo alle 2.000-3.000 navi commerciali attualmente bloccate nel Golfo (stimate al momento del report), incasserebbe 4-6 miliardi di dollari in un'unica tornata. Questa somma sarebbe già pari o superiore ai ricavi annuali dei canali più grandi del mondo, ovvero Panama e Suez. (riproduzione riservata)