L’Iran minaccia di bombardare le banche Usa e i colossi hi-tech in Medio Oriente
L’Iran minaccia di bombardare le banche Usa e i colossi hi-tech in Medio Oriente
Il comando militare congiunto iraniano le ha dichiarate obiettivi legittimi in risposta a un attacco israelo-statunitense che ha colpito una filiale di Bank Sepah a Teheran. Nell’elenco anche Google, Palantir e Nvidia

di Marcello Bussi 11/03/2026 13:50

Ftse Mib
44.675,92 16.49.55

-1,16%

Dax 30
23.579,44 16.49.33

-1,62%

Dow Jones
47.276,91 16.54.16

-0,90%

Nasdaq
22.624,59 16.49.15

-0,32%

Euro/Dollaro
1,1575 16.34.55

-0,62%

Spread
73,40 17.04.42

+4,79

Il comando militare congiunto iraniano ha dichiarato che banche e istituzioni finanziarie in Medio Oriente sono ora obiettivi legittimi per l'Iran. La dichiarazione è stata rilasciata in risposta a un attacco aereo israelo-statunitense che, secondo i media iraniani, ha colpito una filiale della Bank Sepah (istituto statale legato alle Guardie Rivoluzionarie) a Teheran durante la notte, causando la morte di alcuni dipendenti.

Il comando ha identificato esplicitamente banche e istituzioni finanziarie come nuovi target, con particolare rischio per Dubai, Arabia Saudita e Bahrein. Il portavoce ha specificato che si tratterebbe di centri economici e bancari legati a Stati Uniti e Israele e ha esortato la popolazione regionale a stare lontana di un chilometro da tali istituzioni.

I colossi hi-tech nel mirino

L'agenzia di stampa Tasnim, affiliata alle Guardie della Rivoluzione, ha inoltre pubblicato un elenco di uffici e infrastrutture gestiti da importanti aziende statunitensi con legami con Israele, la cui tecnologia è stata utilizzata per applicazioni militari, descrivendoli come «nuovi obiettivi dell'Iran»

«Mentre la portata della guerra regionale si estende alla guerra infrastrutturale, si amplia anche la portata degli obiettivi legittimi dell'Iran», ha affermato l'agenzia.

Tra le aziende nel mirino figurano Google, Microsoft, Palantir, Ibm, Nvidia e Oracle, i cui uffici e infrastrutture per i servizi basati su cloud si trovano in diverse città israeliane e in alcuni Paesi del Golfo. (riproduzione riservata)