Caso basi Nato, l’Iran accusa l’Italia di complicità nella guerra in Medio Oriente
Caso basi Nato, l’Iran accusa l’Italia di complicità nella guerra in Medio Oriente
Dopo le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte, Teheran accusa il patto atlantico di aver aiutato Usa e Israele, violando il diritto internazionale. E cita Roma e Bucarest

di Alessandro Rigamonti 25/06/2026 12:16

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?????La polvere sollevata dalle dichiarazioni del segretario della Nato Mark Rutte, sull’utilizzo delle basi dell’alleanza atlantica per l’operazione Epic Fury in Iran, sta diventando una tempesta. L’Iran adesso accusa il patto atlantico di complicità nella guerra portata avanti da Israele e dagli Stati Uniti

«Questa è una palese violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite», scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. «L'Organizzazione e i suoi singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze».

Tra i vari dell’alleanza, Teheran però accusa direttamente Roma: «L'Italia e la Romania sono state esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato per aver partecipato all'aggressione contro l'Iran. Esse, insieme a ogni altro Paese europeo che ha assistito l'aggressione americano-israeliana contro l'Iran, devono spiegare al proprio popolo e al mondo intero perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas, eccetera».

Le dichiarazioni di Rutte

Il segretario Rutte, in un’intervista a Fox News, aveva affermato che «Paese dopo Paese, alleato dopo alleato, hanno messo a disposizione le proprie basi per Epic Fury», aggiungendo che «cinquecento aerei statunitensi sono decollati da basi americane in Italia per supportare l’operazione» e che Bucarest ha dovuto ridurre i voli aerei commerciali per consentire alle forze Usa di stazionare i propri aerei cisterna presso l'aeroporto della città.

Subito si era levata la protesta dell’opposizione, la quale aveva ricordato le molteplici smentite della premier Giorgia Meloni sull’utilizzo delle basi militari per la guerra in Iran.

A metà giornata, a spiegare la situazione ci aveva pensato il ministero della Difesa: «Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche la Difesa ribadisce senza tema di smentita che l'Italia, e il Ministero della Difesa, ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi Parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l'utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti».

Anche la portavoce della Nato, Allison Hart, era intervenuta per stemperare i toni: «Il tipo di supporto a cui si riferiva il segretario generale riguarda la logistica o l’assistenza tecnica». Ma questo non è bastato per evitare la risposta dell’Iran contro l’alleanza atlantica. (riproduzione riservata)