L’inflazione dell’Eurozona sale al 4% annuo a ottobre, il massimo da tre anni, dal 3,8% di settembre, secondo la stima preliminare di Eurostat. Per riportare il carovita all’obiettivo di medio termine del 2%, la Bce è pronta ad alzare i tassi a dicembre dello 0,25%, dall’attuale 2,5%, dopo le strette già varate a giugno e settembre.
L’inflazione a ottobre è stata condizionata in modo predominante dai prezzi dell’energia (+20,8%, dal +18,9% del mese precedente). Restano invece limitati gli impatti sul dato core, quello al netto di energia e cibo, che è rimasto stabile al 2,5%. I prezzi nei servizi sono aumentati del 3,3%, dal 3,2% di ottobre.
Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha detto il 30 ottobre che «con una dinamica dei prezzi destinata a restare a lungo sopra l'obiettivo e rischi sbilanciati verso l’alto, potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi».
Panetta ha comunque aggiunto che «il rialzo dei rendimenti a lungo termine, dovuto principalmente a fattori globali, rende più rigide le condizioni finanziarie. Anche questo andrà considerato nel calibrare con gradualità la politica monetaria».
Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel ha sottolineato il 3 novembre che «alla luce della situazione attuale è probabile che non ci sia modo di evitare un aumento dei tassi, a meno che le prospettive sull’inflazione non migliorino in modo significativo».
I mercati monetari scontano un’altra stretta dello 0,25% dopo quella di dicembre. (riproduzione riservata)