Trump: rimosse 16 navi posa-mine iraniane vicino a Hormuz. L’Iea valuta il maggior rilascio di petrolio della storia. Cina, borse caute
Trump: rimosse 16 navi posa-mine iraniane vicino a Hormuz. L’Iea valuta il maggior rilascio di petrolio della storia. Cina, borse caute
I prezzi del petrolio Wti in Asia restano sotto gli 85 dollari sull’indiscrezione del maggior rilascio della storia di greggio sul mercato. Qualche analista è scettico. La guerra Usa-Iran, nel frattempo, prosegue: gli Usa hanno distrutto 16 imbarcazioni iraniane per la posa di mine nel Golfo

di Elena Dal Maso 11/03/2026 07:45

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Asia sottotono, mercoledì 11 marzo, nonostante la notizia del maggiore rilascio di greggio della storia da parte dell’International Energy Agency. Alle ore 7:40 italiane il Nikkei sale dell’1,37%, Hong Kong è sotto la parità, Shanghai guadagna lo 0,2%. Il petrolio Wti americano è in area 84 dollari il barile, lontano dalla fiammata di 120 dollari di lunedì. L’euro sale dello 0,24% a 1,1639, i mercati fanno intanto marcia indietro e tornano a comprare il T bond che vede il rendimento scendere in Asia dal 4,16% al 4,14%, mentre i futures sul Nasdaq sono positivi per lo 0,15%,

Resta tuttavia elevata l’incertezza legata alla guerra Usa-Iran e ai rischi per chi attraversa lo Stretto di Hormuz, che continuano a mantenere gli operatori in allerta.

L’IEA propone il più grande rilascio di petrolio dalle riserve strategiche

La International Energy Agency avrebbe proposto il più grande rilascio di petrolio dalle riserve strategiche mai effettuato nella storia, con l’obiettivo di contenere l’impennata dei prezzi del greggio nel contesto della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti informate sui colloqui.

L’operazione supererebbe i 182 milioni di barili immessi sul mercato dai Paesi membri dell’IEA in due interventi nel 2022, quando la Russia invase l’Ucraina. L’agenzia ha convocato una riunione straordinaria dei Paesi membri che dovrebbero decidere sul piano il giorno successivo. La proposta verrebbe approvata in assenza di obiezioni, ma la protesta anche di un solo Paese potrebbe ritardare l’iniziativa.

Martedì i ministri dell’energia del G7 non sono arrivati a un accordo per un rilascio immediato delle riserve strategiche, chiedendo invece all’IEA di valutare la situazione. «Nessun Paese affronta attualmente una carenza fisica di greggio, ma i prezzi stanno salendo rapidamente e non è possibile lasciare la situazione senza interventi», ha detto a Reuters una fonte del G7, aggiungendo che i Paesi del gruppo sono in linea di principio favorevoli a un rilascio coordinato delle scorte.

Un rilascio di riserve di quelle dimensioni compenserebbe 12 giorni di interruzione delle esportazioni dal Golfo secondo Goldman Sachs, pari a 15,4 milioni di barili al giorno. Martedì gli Stati Uniti e Israele hanno colpito l’Iran con quelli che il Pentagono e testimoni sul terreno hanno definito gli attacchi aerei più intensi dall’inizio della guerra.

Gli Usa eliminano 16 imbarcazioni iraniane per la posa di mine nel Golfo

Lo stesso giorno le forze armate statunitensi hanno inoltre «eliminato» 16 imbarcazioni iraniane destinate alla posa di mine nei pressi dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dal United States Central Command.

Trump ha più volte dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz se necessario. Tuttavia, secondo Reuters, la marina statunitense avrebbe respinto le richieste dell’industria marittima di fornire scorte militari, ritenendo che il rischio di attacchi sia per ora troppo elevato.

Il presidente francese Emmanuel Macron ospiterà mercoledì una videoconferenza con gli altri leader dei Paesi del G7 per discutere l’impatto del conflitto in Medio Oriente sui mercati energetici e le possibili misure da adottare.

Dettagli importanti

Alcuni analisti sono scettici sulla proposta della International Energy Agency. «Nessun rilascio è stato ancora annunciato formalmente e restano dubbi sulla velocità effettiva con cui queste riserve potrebbero essere utilizzate», il commento di Philip Jones-Lux, analista di Sparta Commodities. «Il problema centrale non è tanto la dimensione delle riserve, quanto la capacità concreta di immetterle sul mercato rapidamente».

L’attuazione del piano non potrebbe infatti partire subito, poiché restano da definire diversi aspetti, tra cui il volume complessivo, la ripartizione tra i Paesi e la tempistica. Il segretariato dell’IEA dovrebbe quindi presentare diversi scenari basati sull’impatto previsto sui mercati, mentre i contatti potrebbero estendersi anche a Paesi non membri dell’agenzia come Cina e India.

Dopo le indiscrezioni del Wall Street Journal, i futures sul greggio statunitense e sul Brent crude hanno registrato un calo. I prezzi del petrolio avevano già iniziato a perdere terreno martedì, dopo il balzo della seduta precedente ai livelli più alti degli ultimi quattro anni, in seguito alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui la guerra in Medio Oriente potrebbe concludersi presto.

Borse europee attese in calo all’apertura

Le borse europee si avviano a un’apertura debole mercoledì, dopo i guadagni della seduta precedente, mentre gli investitori continuano a fare i conti con l’incertezza in Medio Oriente e con la volatilità dei mercati energetici globali. La campagna militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran è entrata nel dodicesimo giorno senza una soluzione chiara all’orizzonte, in contrasto con le dichiarazioni di Donald Trump, che ha ipotizzato una fine imminente del conflitto.

In Europa l’attenzione degli investitori sarà rivolta ai dati finali sull’inflazione della Germania, oltre alle vendite al dettaglio di Spagna e Turchia. Sul fronte societario sono attesi i risultati, tra gli altri, di Inditex, Rheinmetall e Porsche. Nel pre-market i futures sull’EuroStoxx 50 e sullo Stoxx 600 risultano in calo rispettivamente dello 0,4% e dello 0,3%. (riproduzione riservata)