L’Europa scommette sulla rete italiana e mette sul piatto 1 miliardo di euro per accelerare la diffusione della banda ultra-larga. La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha approvato un piano di finanziamenti a favore di FiberCop finalizzato a estendere la fibra ottica in tutto il Paese, con l’obiettivo di raggiungere oltre 20 milioni di abitazioni entro il 2027.
La prima tranche da 500 milioni di euro è stata siglata a Roma da Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei, e Massimo Sarmi, amministratore delegato di FiberCop. L’operazione, che beneficia della garanzia Ue attraverso il programma InvestEu, rappresenta un passaggio cruciale per il rafforzamento delle infrastrutture digitali nazionali: circa il 40% delle risorse sarà destinato al Mezzogiorno, per colmare un divario tecnologico che ancora frena la competitività di ampie aree del Paese.
Per FiberCop, a meno di due anni dalla sua operatività, si tratta di un importante riconoscimento della validità del piano industriale da parte delle istituzioni europee. Soddisfatto Massimo Sarmi, che vede nel deal una «promozione» a pieni voti per la società: «L’accesso al capitale di un’istituzione come la Bei conferma la credibilità della nostra strategia e la nostra rilevanza nel contesto europeo. È un riconoscimento della solidità del nostro progetto industriale a meno di due anni dalla nascita».
L’accordo non è solo una boccata d’ossigeno finanziaria, ma un pilastro della Strategia italiana per la Banda Ultra Larga. L’obiettivo tecnico è portare la connettività Ftth (Fiber-to-the-Home) a ulteriori 5,8 milioni di unità immobiliari, garantendo velocità di navigazione fino a 10 Gbps.
Il modello proposto da FiberCop è quello di una piattaforma neutrale: l’azienda non vende servizi al cliente finale, ma mette la propria rete a disposizione di tutti gli operatori di telecomunicazioni a condizioni eque. Un approccio che, secondo i vertici della società, è fondamentale per garantire una concorrenza sostenibile e accelerare la migrazione verso il digitale di famiglie e imprese.
Un punto cardine dell’operazione riguarda la coesione territoriale. Il pacchetto BeiInvestEU punta con decisione sulla Zes Unica per il Mezzogiorno, dove verrà concentrato il 40% degli investimenti. L'idea è quella di trasformare la connettività da fattore di disuguaglianza a volano di crescita, riducendo quel digital divide che storicamente penalizza le regioni del Sud rispetto al resto d’Europa. «Investire in reti digitali significa garantire pari opportunità di accesso alla connettività», ha spiegato Gelsomina Vigliotti. «Con questo finanziamento sosteniamo gli obiettivi dell’Italia e dell’Unione europea in materia di digitalizzazione». (riproduzione riservata)