Bankitalia: l’economia del Veneto resiste e torna a crescere nel 2026, nonostante le crisi geopolitiche
Bankitalia: l’economia del Veneto resiste e torna a crescere nel 2026, nonostante le crisi geopolitiche
La regione mostra una ripresa economica nei primi mesi dell’anno, con un incremento del 3,4% nella produzione manifatturiera. In aumento la ricchezza delle famiglie

di Alessandro Rigamonti 14/07/2026 13:21

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????L’economia del Veneto resiste e torna a rialzare la testa nel 2026. Nonostante le difficoltà legate ai dazi e alla guerra in Medio Oriente, la Banca d’Italia ha rilevato un lieve recupero nella parte finale del 2025 e nei primi mesi del 2026 dell’indicatore che misura la dinamica di fondo dell’economia regionale. Restano però le difficoltà del settore industriale: lo scorso anno la produzione manifatturiera è calata, il fatturato si è ridotto in termini reali e gli investimenti sono cresciuti poco.

Del ruolo trainante dei grandi gruppi industriali e finanziari e delle eccellenze territoriali del Veneto se ne parlerà domani, 15 luglio, all’evento «Motore Italia - Edizione Locomotiva Veneto 2026», il roadshow crossmediale di Milano Finanza curato dal direttore Roberto Sommella.

L’andamento delle imprese

L’industria veneta nel 2025 ha risentito delle tensioni geopolitiche e della frenata della locomotiva tedesca. La produzione manifatturiera è lievemente diminuita rispetto all’anno precedente (-0,2%). Nonostante questo calo, nove imprese su dieci hanno chiuso il bilancio almeno in pareggio. Nei primi mesi del 2026 sembra però esserci in atto una ripresa e la produzione è cresciuta del 3,4%, grazie soprattutto ai settori degli alimentare e delle bevande, della meccanica, delle apparecchiature elettriche e del sistema moda. 

Per il 2026 le imprese industriali regionali prevedono una stazionarietà del fatturato a prezzi costanti. Gli investimenti invece sono attesi in calo, soprattutto per effetto delle tensioni sugli approvvigionamenti energetici e di altre materie prime causate dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Infatti, per circa il 60% delle imprese il rischio geopolitico avrà un impatto significativo sulle decisioni strategiche nel biennio 2026-27.

La ricchezza delle famiglie

Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale elaborato dalla Banca d’Italia, nel 2025 il reddito disponibile nominale delle famiglie consumatrici venete  è cresciuto dell’1,7%, con una variazione inferiore all’anno precedente a causa del calo occupazionale. Anche il reddito reale ha ristagnato, per effetto del lieve incremento dell’inflazione.

Per quanto riguarda il reddito medio per residente, nel 2024 era pari a circa 24.700 euro, mentre la ricchezza pro capite delle famiglie (a prezzi correnti) era di 226 mila euro, superiore alla media nazionale, ma inferiore a quella delle regioni del Nord Est. Questo valore però viene calcolato al netto delle passività, quali mutui e altre forme di indebitamento, che ammontavano a circa 18.700 euro per abitante.

Questi dati fanno sì che, nel 2025, l’importo dei depositi bancari delle famiglie e delle imprese abbia continuato a crescere (+1,6%), anche se meno rispetto alla media italiana (+2,4%). La tendenza è proseguita anche nel primo trimestre del 2026 e a marzo l’importo dei depositi di famiglie e imprese venete ammontava a circa 158 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la suddivisione della ricchezza in Veneto, quella reale, composta prevalentemente da immobili, costituiva il 52% della ricchezza lorda complessiva. Quella finanziaria era invece ripartita per oltre la metà in titoli (di Stato, azioni e partecipazioni, quote di fondi comuni, obbligazioni private), meno di un quarto in circolante e depositi e oltre un quinto in altre attività finanziarie (come riserve assicurative e previdenziali). Rispetto all’anno precedente la ricchezza netta era aumentata in termini nominali del 3,2% per la marcata crescita delle attività finanziarie.

I prestiti bancari e il Pnrr

Le incerte prospettive economiche hanno portato al calo dei prestiti bancari alle imprese. La quota di imprese interessate ad aumentare l’indebitamento si è ridotta al 25% nel 2025 (dal 29% di un anno prima), mentre la quota di quelle che sono riuscite ad ottenere l’intero ammontare dei finanziamenti richiesti è stata pari a quasi il 90%. In totale, i prestiti bancari al sistema produttivo sono calati nel 2025 del 2,9%. La flessione ha riguardato soprattutto le piccole imprese e i comparti della manifattura e delle costruzioni.

Infine, per quanto riguarda i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), alla regione Veneto, al 15 aprile 2026, sono stati assegnati 12,9 miliardi di euro, l’8,9% del totale nazionale. Con riferimento alle missioni in cui si articola il Piano, quasi due terzi delle risorse erano concentrati nei progetti dedicati alla rivoluzione verde e transizione ecologica (3,9 miliardi) e alle infrastrutture per la mobilità sostenibile (4,3 miliardi). Sopra il miliardo i fondi assegnati anche ai progetti in istruzione e ricerca (1,7 miliardi). Ad aprile 2026, i pagamenti effettuati a valere sulle risorse del Piano per interventi in regione ammontano a quasi 8,7 miliardi. (riproduzione riservata)