L’AI rimpiazzerà le società di software? Da Cy4gate a Sesa e Txt e-Solutions: chi supera la tempesta a Piazza Affari
L’AI rimpiazzerà le società di software? Da Cy4gate a Sesa e Txt e-Solutions: chi supera la tempesta a Piazza Affari
La bufera scatenata sull’AI dall’ultimo aggiornamento di Anthropic si è fatta sentire anche sui titoli italiani. Da Cy4gate a Sesa e Txt e-Solutions: chi supera la tempesta in borsa e chi no 

di Sara Bichicchi 06/03/2026 20:30

Ftse Mib
44.152,26 23.50.50

-1,02%

Dax 30
23.591,03 23.50.50

-0,94%

Dow Jones
47.501,55 4.41.27

-0,95%

Nasdaq
22.391,14 23.50.50

-1,59%

Euro/Dollaro
1,1620 23.00.53

+0,33%

Spread
76,44 17.30.11

+6,10

L’intelligenza artificiale renderà inutili le compagnie di software? La risposta a questa domanda ancora non c’è - come per altri settori, sarà il tempo a mostrare il reale impatto dell’AI - ma il dubbio è bastato per affossare i titoli delle società del comparto, reduci da settimane thriller. Circa un mese dopo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ovvero l’ultimo aggiornamento di Claude, il large language model sviluppato da Anthropic, sembra tornata la calma. I segni di quello che è stato un «declassamento indiscriminato» del comparto, come lo hanno definito gli analisti di Intermonte, restano nello storico delle performance del mese passato: il -13% di Ibm il 23 febbraio o il -7% di Adobe a inizio mese.

L'impatto sul mercato italiano

In Italia, dove il software non è tra i segmenti più rappresentati sul mercato principale, la tempesta è stata meno forte. Uno schiaffo lo ha preso il titolo di Sesa, sceso dell’8,5% nella seduta del 4 febbraio. Due giorni più tardi Wiit ha ceduto il 6%. Tuttavia altri titoli hanno superato indenni il ciclone e in generale gli analisti sono ottimisti su diverse società italiane quotate in borsa. «Le aziende di software esistono per un motivo: distribuiscono i costi di sviluppo di un prodotto su centinaia e migliaia di clienti», osserva Michael Field, chief strategist sui mercati europei di Morningstar, in una nota. «Non ha senso che i singoli clienti facciano tutto internamente e costruiscano il proprio sistema».

La reazione del mercato «si è vista quando è diventato noto che Claude può lavorare con il linguaggio di programmazione Cobol. Allora Ibm è scesa del 13% in un giorno. Allo stesso modo, quando è stato detto che Claude può aiutare a revisionare il codice software, molte aziende di cybersecurity sono scese», puntualizza Christopher Gannatti, global head of research di WisdomTree. «In realtà Claude non copre tutta la cybersecurity, può solo aiutare in aspetti specifici, ma il mercato spesso reagisce dando per assodato che, se un modello di AI può fare una cosa, allora presto potrà fare tutto».

La specializzazione come arma di difesa

La specializzazione, dunque, per ora sembra l’arma migliore delle compagnie di software per resistere ai venti contrari. In Italia ci sono 18 società quotate riconducibili al settore (usando la classificazione Bloomberg), molte delle quali quotate sull’Egm e poche sul mercato principale: Cy4gate (Star), Softlab (Euronext Milan), Txt e-Solutions (Star) e Wiit (Star). A queste si aggiungono imprese attive in campi strettamente correlati, a partire dall’IT, come Sesa (Star) o Sys-dat (Star).

Di queste, Wiit può contare ad esempio su una «nicchia cloud premium, su misura per applicazioni mission-critical» in grado di sostenere «un modello di business altamente scalabile» secondo gli analisti di Intermonte, che assegnano al titolo rating Outperform e prezzo obiettivo pari a 30 euro. Nonostante le turbolenze delle scorse settimane, le azioni di Wiit hanno contenuto i danni e il bilancio degli ultimi 30 giorni è di una flessione tutto sommato limitata, pari a 2,7% alla chiusura del 5 marzo.

Due esempi: Txt e-solutions e Cy4gate

Anche su Txt e-Solutions (in controtendenza con un rialzo del 12,5% in un mese) il giudizio di Intermonte è positivo. La società «gode di una significativa esposizione commerciale in settori altamente regolamentati come quello aerospaziale e aeronautico» ed è «principalmente coinvolta in progetti mission-critical», si legge in un’analisi sul titolo che ha rating Outperform con target price 47,4 euro.

Per Cy4gate (+3,2% a un mese) invece un punto di forza sono i progressi nel campo della difesa: «Il segmento difesa rappresenta un’importante opportunità di crescita per la società, che sta lavorando a partnership con i principali operatori del settore per integrare le proprie soluzioni in piattaforme navali, aeree e terrestri», scrivono ancora gli esperti di Intermonte, assegnando rating buy con prezzo obiettivo di 9,1 euro.

Una questione di fiducia

Molte aziende europee «non offrono solo un software, ma gestiscono anche protezione dei dati, compliance normativa, aspetti regolatori e ricerca. Il software è solo una parte del servizio», aggiunge Gannatti. «Inoltre, c’è una questione di fiducia: l’AI oggi funziona bene, magari nel 95% dei casi dà una buona risposta. Ma cinque volte su 100 la risposta non ha senso. Per alcune attività questo può andare bene, ma chi salirebbe su un aereo se avesse solo il 95% di probabilità di arrivare a destinazione? Molte aziende di software hanno costruito il loro valore proprio portando l’affidabilità dal 90% al 99,9%».

Anche secondo Rudy Torrijos e Derek Hernandez, analisti di PitchBook, la morte del software «è una falsa profezia»: «La paura è il più grande acceleratore», scrivono i due esperti in un report sul comparto, «le turbolenze di mercato stanno accelerando la transizione verso un’economia basata sui servizi software».

Le difficoltà delle pmi

Tutto bene quindi? La tempesta ha lasciato segni più evidenti sui titoli delle pmi quotate sull’Egm, di per sé più volatile del mercato principale e quindi più esposto a correzioni anche profonde. Su questo segmento, ad esempio, si trovano cali a doppia cifra tra febbraio e marzo: Siav ha ceduto quasi il 26%, Maps il 19%, Cyberoo il 17%, Dhh il 12%. (riproduzione riservata)