A Seul la stabilità non è di casa. In un anno il Kospi, il principale indice azionario sudcoreano, è più che raddoppiato. Ma questo risultato non si deve a una cavalcata a passo cadenzato e costante. Al contrario, è frutto di un alternarsi serrato di rally e crolli.
L’ultimo balzo è datato 31 luglio: nella seduta conclusiva del mese il Kospi ha guadagnato circa il 18% spinto dai due colossi nazionali, Samsung Electronics e Sk Hynix, a loro volta sostenuti dalle indicazioni arrivate da Wall Street e dalle trimestrali delle big tech. Con questo scatto la borsa di Seul ha recuperato in un solo colpo il terreno perso nelle sedute precedenti.
Molto dell’andamento del Kospi è legato alle due aziende leader nella produzione di microchip avanzati. Insieme la coppia Samsung-Sk Hynix pesa per oltre il 40% della capitalizzazione complessiva dell’indice. Di conseguenza, un movimento marcato di uno o entrambi i titoli può spostare in modo significativo il paniere.
Il 31 luglio Samsung è cresciuta del 27%, Sk Hynix del 30%. Gli analisti collegano il rally alle trimestrali di Amazon (30 luglio), Meta e Microsoft (29 luglio) e soprattutto a un numero: la spesa in conto capitale (capex). Le tre big tech, infatti, non hanno dato segnali di voler rallentare gli investimenti in AI, che restano quindi elevatissimi: fino a 200 miliardi di dollari quest’anno per Amazon, massimo 145 miliardi per Meta e 175 miliardi per Microsoft. Tutte spese che si traducono, almeno in parte, in ordini di chip per l’AI.
Il Kospi è reso nervoso anche dalle speculazioni. Al punto che il ministro delle Finanze coreano, Koo Yun Cheolle, ha presieduto il 29 luglio una riunione d’emergenza con le autorità di regolamentazione, volta a valutare norme più restrittive.
Un’ipotesi è limitare l’accesso degli investitori al dettaglio agli Etf a leva, particolarmente diffusi nel Paese, con un tetto massimo di esposizione e maggiori costi di negoziazione. (riproduzione riservata)