Kospi -8%, Nikkei -2,4%: è selloff sul tech. La Banca Mondiale taglia l’outlook alla Cina
Kospi -8%, Nikkei -2,4%: è selloff sul tech. La Banca Mondiale taglia l’outlook alla Cina
Samsung perde il 10% nonostante la forte crescita degli utili, SK Hynix l’11%: i gestori stanno ruotando i portafogli. Intanto la Banca Mondiale avverte: a rischio il settore immobiliare e la domanda interna in Cina

di Elena Dal Maso 07/07/2026 07:35

Ftse Mib
53.184,89 10.27.53

+0,43%

Dax 30
25.766,50 10.27.53

-0,20%

Dow Jones
53.055,91 9.30.39

+0,29%

Nasdaq
26.124,88 7.25.15

+1,12%

Euro/Dollaro
1,1432 10.12.30

+0,05%

Spread
76,85 10.42.25

-0,35

Asia in netto calo, martedì 7 luglio, alle ore 7:40 italiane il Nikkei cede il 2,4%, Hong Kong lo 0,7%, Shanghai l’1,6%, mentre frana il Kospi (-8%). I futures sul Nasdaq viaggiano in rosso per l’1,2%.  

A dominare,  le vendite sui titoli tecnologici. Il sentiment è peggiorato dopo che Samsung Electronics ha perso quasi il 10%, nonostante abbia riportato una forte crescita degli utili sostenuta dalla robusta domanda di memorie per i data center dedicati all'intelligenza artificiale. In calo di quasi l’11% anche SK Hynix, dopo l'avvio del processo di collocamento per la prevista quotazione negli Stati Uniti. 

La Banca Mondiale taglia le stime di crescita della Cina 

La Banca Mondiale ha rivisto al ribasso le prospettive di crescita dell'economia cinese, prevedendo un aumento del pil del 4,4% nel 2026 e del 4,3% nel 2027 rispetto alle attese precedenti di un +4,5% in entrambi gli anni. Alla base della revisione ci sono il protrarsi della crisi del mercato immobiliare e la prudenza dei consumatori. L'istituzione avverte che un ulteriore peggioramento del settore residenziale potrebbe frenare ancora consumi, investimenti immobiliari e comparti collegati.

A maggio i prezzi delle nuove abitazioni sono diminuiti del 3,5% su base annua, segnando il 35° mese consecutivo di calo. Nonostante queste difficoltà, nel primo trimestre del 2026 l'economia cinese è cresciuta del 5%, sostenuta dalla tenuta delle esportazioni. Pechino ha tuttavia fissato per il 2026 un obiettivo di crescita del Pil compreso tra il 4,5% e il 5%, il livello più basso dal 1991 e la prima revisione al ribasso dal 2023, dopo tre anni con un target intorno al 5%.

Il dollaro resta sotto pressione

L'indice del dollaro è rimasto sotto quota 101, penalizzato dal ridimensionamento delle attese di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve dopo un rapporto sull'occupazione statunitense più debole del previsto. I dati pubblicati la scorsa settimana hanno evidenziato un marcato rallentamento della creazione di posti di lavoro a giugno, accompagnato da revisioni al ribasso delle rilevazioni dei due mesi precedenti. I mercati attribuiscono ora il 50% di probabilità di un rialzo dei tassi a settembre, contro i due terzi stimati prima della pubblicazione dei dati. Gli investitori attendono ora i verbali della riunione di giugno della Fed, che potrebbero offrire ulteriori indicazioni sull'evoluzione della politica monetaria, oltre ai dati sul deficit commerciale degli Stati Uniti. Il dollaro si è indebolito nei confronti della maggior parte delle principali valute, pur restando vicino ai massimi degli ultimi quarant'anni rispetto allo yen.

Giappone, la crescita dei salari resta sopra il 3%

Le retribuzioni medie in contanti in Giappone sono aumentate del 3,2% su base annua a maggio 2026, leggermente al di sotto delle attese degli analisti, che indicavano un incremento del 3,4%. Si tratta comunque del quarto mese consecutivo con una crescita superiore al 3%, la serie più lunga dal 1992. Gli aumenti salariali hanno interessato tutti i principali comparti, con i maggiori rialzi registrati nei settori minerario (+6,3%), costruzioni (+5,2%) e manifatturiero (+3,8%). (riproduzione riservata)