Kkr raccoglie 19,2 miliardi per il più grande fondo infrastrutturale della sua storia: Italia in primo piano con Enilive e FiberCop
Kkr raccoglie 19,2 miliardi per il più grande fondo infrastrutturale della sua storia: Italia in primo piano con Enilive e FiberCop
Tra i primi investimenti del nuovo fondo figurano Enilive e FiberCop, confermando il ruolo centrale dell'Italia nella strategia del gruppo

di Elena Dal Maso 03/08/2026 13:45

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Kkr chiude la raccolta del quinto fondo globale dedicato alle infrastrutture e conferma l'Italia tra i mercati chiave della propria strategia di investimento. Il gruppo statunitense ha annunciato il closing finale di KKR Global Infrastructure Investors V, fondo Core+ da 19,2 miliardi di dollari focalizzato sulle infrastrutture critiche in Nord America e in Europa occidentale. Si tratta del più grande fondo infrastrutturale mai raccolto da KKR e porta a circa 45 miliardi di dollari le risorse raccolte attraverso gli ultimi veicoli.

Italia al centro

L'Italia occupa già un posto di rilievo nel portafoglio del nuovo fondo. Tra gli oltre 9 miliardi di dollari di investimenti già impegnati figurano infatti Enilive, la società della mobilità sostenibile del gruppo Eni, e FiberCop, la rete fissa italiana controllata da Kkr insieme al Ministero dell'Economia, ad Abu Dhabi Investment Authority e ad altri investitori. Due operazioni che confermano l'interesse del fondo americano per gli asset infrastrutturali strategici del Paese.

Il nuovo veicolo investirà in infrastrutture considerate essenziali, caratterizzate da elevate barriere all'ingresso e dalla capacità di generare flussi di cassa stabili nel lungo periodo. Oltre agli investimenti italiani, il portafoglio comprende asset nei data center, nelle infrastrutture energetiche, nelle telecomunicazioni e nella mobilità, tra cui Altitude III, Edf Power Solutions North America, Global Technical Realty, Gulf Data Hub, Metronet, Sempra Infrastructure e The Parking Spot.

Dai 13 miliardi del 2019 ai 120 miliardi del 2026

Con questa raccolta Kkr consolida una piattaforma infrastrutturale cresciuta rapidamente negli ultimi anni. Dal lancio dell'attività nel 2008, gli asset infrastrutturali in gestione sono saliti a 120 miliardi di dollari di equity, rispetto ai 13 miliardi del 2019. Nello stesso periodo il gruppo ha completato oltre 100 investimenti infrastrutturali e costruito un team internazionale composto da circa 160 professionisti specializzati.

«Quando abbiamo avviato il business infrastrutturale eravamo convinti che fosse possibile investire in questo settore con un approccio diverso, combinando disciplina finanziaria, competenze operative e creazione di valore», ha spiegato Raj Agrawal, Global Head of Real Assets di Kkr. Secondo il manager, la raccolta del Fondo V testimonia la fiducia degli investitori e la convinzione che le opportunità nelle infrastrutture siano oggi ampie.

Anche l'Europa resta una delle aree di maggiore interesse per il gruppo. «Il continente sta entrando in una fase in cui gli investimenti nelle infrastrutture critiche saranno sempre più importanti per sostenere competitività, sicurezza energetica e resilienza economica», ha aggiunto Vincent Policard, Co-Head of European Infrastructure, sottolineando come la presenza locale e l'approccio di lungo periodo rappresentino un vantaggio competitivo.

Marco Fontana, partner, Infrastructure e responsabile dell'ufficio di Milano, aggiunge: «In Italia abbiamo investito in settori determinanti per lo sviluppo e per l'economia del Paese, dalle reti in fibra alla transizione energetica. Attraverso FiberCop ed Enilive abbiamo portato capitali internazionali a sostegno di piani industriali di lungo periodo, lavorando al fianco di grandi aziende italiane, dello Stato e di altri investitori istituzionali».

Chi sono gli investitori

Il nuovo fondo è stato sottoscritto da fondi pensione, fondi sovrani, compagnie assicurative, asset manager, piattaforme di private wealth e family office.

Con il nuovo veicolo, Kkr dispone ora di ulteriori risorse per sostenere operazioni infrastrutturali di grandi dimensioni in Europa e Nord America. Per l'Italia rappresenta un segnale di continuità della strategia del gruppo, già protagonista negli ultimi anni di alcune delle principali operazioni del mercato, dalle telecomunicazioni all'energia, in un contesto in cui digitalizzazione, transizione energetica e sicurezza delle reti continuano ad alimentare la domanda di capitali di lungo termine. (riproduzione riservata)