Kkr: l’Europa accelera su infrastrutture ed energia. Ecco perché l’Italia resta centrale nel mirino dei fondi
Kkr: l’Europa accelera su infrastrutture ed energia. Ecco perché l’Italia resta centrale nel mirino dei fondi
L’analisi firmata da Henry McVey evidenzia un’Europa più resiliente del previsto. Il motore della crescita si sposta sui maxi-piani di capex aziendali e infrastrutturali, che competono con l’AI per risorse e capitale. L’Italia si conferma un hub d’investimento strategico 

di Anna Di Rocco  07/10/2026 16:02

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L’Europa mostra un volto più solido del previsto, ma la natura della sua crescita economica sta cambiando profondamente. Non sono più i consumi delle famiglie a spingere il prodotto interno lordo, bensì gli investimenti fissi delle imprese, le infrastrutture, la difesa e la transizione energetica. È quanto emerge dall’ultimo report di KKR, Thoughts From the Road, firmato da Henry McVey, cio del Balance Sheet del colosso di private equity americano e responsabile Global Marco & Asset Allocation. 

Il motore del capex e la resilienza italiana 

In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e prezzi dell’energia elevati, l’Europa sta dimostrando una capacità di adattamento superiore alle attese. La ricetta della crescita continentale, si legge nel rapporto, si basa sul capex: difesa, infrastrutture digitali e sicurezza della catena di fornitura competono ormai per lo stesso capitale e la stessa energia della rivoluzione dell’intelligenza artificiale.

In questo quadro, i Paesi della periferia continentale continuano a rappresentare una chiara opportunità d’investimento. A sostenere l’Italia e gli altri Paesi del blocco periferico sono un alto tasso di risparmio delle famiglie, livelli di disoccupazione contenuti e una ripresa visibile degli investimenti fissi da parte delle imprese. Se il credito caro e l’inflazione continuano a frenare i consumi privati e il settore immobiliare, la componente industriale ed energetica compensa ampiamente l’effetto freno.

Tassi Bce, il nodo energia e i settori su cui puntare

Nel report, Kkr aggiorna anche la traiettoria sui tassi di interesse. Il team di McVey ha rivisto al rialzo le stime sul tasso Bce a fine 2026, portandolo al 2,75% dal precedente 2,5%. Tuttavia, gli analisti ritengono che i mercati finanziari stiano attualmente scontando un numero eccessivo di rialzi nel breve termine.

Resta poi centrale il tema energetico. Con l’Unione Europea che importa circa il 57% del proprio fabbisogno e prezzi dell’elettricità all’ingrosso pari a oltre il doppio rispetto a quelli statunitensi, l’energia rappresenta contemporaneamente uno stimolo agli investimenti strutturali e un vincolo per le politiche monetarie.

Per gli investitori a caccia di rendimento al di sopra del trend, Kkr individua una mappa precisa di settori strategici in Europa: previdenza e sicurezza pensionistica, logistica, infrastrutture, energie rinnovabili, industria, cybersecurity e il comparto salute e benessere. Si tratta di pilastri su cui l’Italia possiede filiere industriali di primo piano, pronte ad intercettare i flussi di capitale. (riproduzione riservata)