Il miliardario Ken Griffin, fondatore dell’hedge fund Citadel, ritiene che gli investitori si trovino «quasi certamente» nel mezzo di una bolla dell’intelligenza artificiale. Molte aziende, infatti, stanno ancora cercando di capire quanto investire nella tecnologia e in che modo questa trasformerà l’economia.
Nelle ultime settimane i timori sulla tenuta del boom dell’AI sono cresciuti sensibilmente. A preoccupare il mercato è soprattutto il rischio che gli ingenti investimenti iniziali richiesti dalla tecnologia impieghino più tempo del previsto a tradursi in profitti e incrementi di produttività.
«Le aziende americane hanno avuto risultati molto disomogenei nella capacità di estrarre valore dai propri modelli di AI», ha detto Griffin martedì durante un’intervista alla Future of Global Markets Conference di New York. «Penso che tutte le imprese americane stiano guardando le fatture di Anthropic e OpenAI e si stiano chiedendo come assicurarsi di ottenere da questi strumenti un aumento della produttività».
Anthropic, uno dei principali sviluppatori di intelligenza artificiale, dovrebbe presentare nelle prossime settimane la documentazione per lo sbarco a Wall Street, aprendo la strada a una possibile delle maggiori ipo di sempre. La quotazione consentirebbe alla società di raccogliere nuovi capitali per finanziare gli investimenti in chip, data center e talenti necessari a sviluppare modelli di AI più avanzati.
Martedì il Wall Street Journal ha riferito che Anthropic potrebbe spendere 750 miliardi di dollari in ulteriore capacità di calcolo nei prossimi anni. Secondo Griffin, il successo della società dipenderà in ultima analisi dalla capacità di dimostrare agli investitori che i suoi modelli sono indispensabili in tutti i settori economici.
«Qualsiasi trasformazione radicale della nostra economia è generalmente intrecciata a una bolla», ha osservato Griffin. «Queste bolle, se vogliamo chiamarle così, spesso accompagnano grandi trasformazioni tecnologiche». All’inizio dell’anno, intervenendo a Davos, Griffin aveva definito l’intelligenza artificiale spazzatura. A maggio, davanti a una platea della Stanford Business School, aveva dichiarato di essere scoraggiato da tutto ciò che l’AI potrebbe arrivare a fare. Martedì ha invece adottato un tono decisamente più ottimista, sostenendo che la tecnologia favorirà la nascita di numerose nuove imprese negli Stati Uniti.
«La minaccia per i posti di lavoro impiegatizi si sta concretizzando e, da imprenditore, vedi i tuoi vantaggi competitivi venire spazzati via da bulldozer», ha spiegatoo Griffin. «Allo stesso tempo, pensi che questa sarà un’età dell’oro per gli imprenditori».
Griffin, che controlla l’hedge fund Citadel e il market maker Citadel Securities, ha richiamato il periodo precedente al crollo delle dot-com e alcuni dei modelli di business «fantasiosi» che caratterizzavano quella fase. «Le società che riescono ad arrivare dall’altra parte della bolla diventano leader di mercato per i decenni successivi», ha concluso. «Vorrei soltanto aver conservato le mie azioni Amazon in quel momento». (riproduzione riservata)