L’assemblea della Juventus ha approvato il bilancio e un aumento di capitale fino a 250 milioni di euro. Visto che l’azionista Exor ha oltre il 65% del capitale l’esito assembleare non è mai stato in discussione. Quello che era importante capire oggi sono le intenzioni del nuovo management e i messaggi che desiderava fare arrivare ai soci e ai tifosi. Se il convitato di pietra della riunione era Antonio Conte, tecnico che molta parte della tifoseria vorrebbe vedere di nuovo sulla panchina della Juventus, l’ad Giovanni Carnevali lo ha al momento allontanato da Torino. «Luciano Spalletti è l'allenatore della Juventus e noi sosteniamo mister Spalletti» ha affermato il ceo.
Va detto che l’approccio del nuovo amministratore delegato, manager di lunghissimo corso nel mondo del calcio, è stato caratterizzato da un sano realismo. Quindi nessun sogno è stato venduto a coloro che hanno partecipato all’assemblea ma solo prospettive di lavoro e ancora lavoro con l’eventualità di un ritorno ai fasti del passato collocato non nell’immediato. Anche quanti pensano che i 250 milioni di aumento siano il prodromo una campagna acquisti stellare sono stati delusi. Almeno la metà di quella cifra sarà destinata a tenere il patrimonio netto positivo nei prossimi anni. Quindi piedi ben saldi per terra e pedalare.
«L’impegno è totale. Credo che quello che occorre, soprattutto oggi, è programmazione. Competitività e continuità» ha spiegato aggiungendo che «dobbiamo avere un progetto chiaro un progetto globale, un progetto che riguarda la prima squadra, riguarda la Next Gen, riguarda il settore giovanile. Dobbiamo sempre cercare di migliorarci. Dobbiamo portare un po’ più di italianità all’interno della nostra struttura, questo sì. Ma credo che nel settore giovanile la Next Gen debba essere il fiore all’occhiello per questa società, per costruire giovani che possano poi, un domani, diventare giocatori della Juventus».
Chiaramente l’assemblea di bilancio non è il momento per strigliare la squadra e il tecnico per i deludenti risultati di campo. Ma il messaggio, a chi ha orecchie per intendere è arrivato. «Penso», ha spiegato il manager, «che quando ci si trova in un momento difficile si deve cercare di ottenere dei risultati. Credo che dobbiamo essere bravi a uscirne fuori, ma possiamo uscirne se abbiamo voglia di fare, se siamo determinati, se siamo tutti assieme. Perché credo che ci siano le possibilità per poterlo fare, perché questa società lo merita, lo meritate tutti voi, lo meritano tutti i nostri tifosi e noi dobbiamo riuscire a portare a termine quello che è il nostro obiettivo».
«Credo», ha poi aggiunto Carnevali, «che dobbiamo ritrovare un po’ l’entusiasmo, ritrovare il senso di appartenenza. Sono tutte cose che credo noi possiamo ottenere anche perché ho la fortuna di aver dei collaboratori preparati, dei collaboratori bravi. Io non ho voluto portarmi tanti collaboratori esterni. Ho fatto soltanto una scelta sotto l’aspetto tecnico con Ricky Massara perché insieme a Marco Ottolini riusciamo a creare una forza di lavoro più importante, una forza di lavoro per Juventus. Stiamo facendo tante cose, stiamo inserendo un’area scouting nuova che prima non c’era. Per cui oggi l’obiettivo è di cercare di ottenere risultati buoni, avere una società ambiziosa».
Il suggello finale del discorso esplicita il poco che non era stato detto. «Quello che posso garantire da parte mia è impegno, serietà, tanta voglia di fare, idee chiare, sapere dove vogliamo arrivare, sapere le problematiche che abbiamo. Non dobbiamo parlare troppo, dobbiamo lavorare con i fatti».
Da un punto di vista della composizione azionaria la riunione non ha dato sorprese. L’unica variazione rilevante risultante della lettura del libro soci riguarda la quota del fondo Lindsay Train limited che risulta al 3,7% rispetto all'ultima rilevazione del 6,2%. Exor risulta detenere il 65,4% e Tether Investments l’11,5%.
Uno dei driver di crescita sono i giovani e quindi un occhio di riguardo sarà dato anche alle Academy finora troppo concentrate in Piemonte e Valle D’Aosta. «Sto cercando di capire cosa sono le Academy e cosa fare. Stiamo studiando come operare: ci sono 20 Academy 14 in Piemonte e 6 nel resto d’Italia. Dobbiamo essere più capillari, vogliamo sviluppare Academy non solo in Piemonte ma anche in Italia» ha spiegato Carnevali che anche ribadito che la società sta ricostruendo il settore dello scouting, essenziale per trovare i talenti prima che esplodano e arrivino a costare cifre oggi inarrivabili per la Juventus. (riproduzione riservata)