Trimestrali Usa: Jp Morgan delude sugli utili. Well Fargo frena a Wall Street dove scatta Goldman Sachs
Trimestrali Usa: Jp Morgan delude sugli utili. Well Fargo frena a Wall Street dove scatta Goldman Sachs
Jp Morgan recupera in borsa dopo aver alzato le stime sul margine d’interesse. Anche per Wells Fargo utili sotto le previsioni, mentre Goldman Sachs straccia le attese. Bene anche Citi

di Serena Zagami 13/10/2026 13:10

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La stagione delle trimestrali Usa si apre con i conti di Jp Morgan. La più grande banca al mondo (capitalizza quasi 900 miliardi di dollari) ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 15,3 miliardi di dollari (+6%), o 5,57 dollari per azione, ma inferiore rispetto alle attese degli analisti contattati da FactSet (5,93 dollari). Il fatturato netto di Jp Morgan si è attestato a 50,9 miliardi di dollari (+8%), con proventi netti da interessi per 27,1 miliardi (+13%) e ricavi da trading e commissioni per 23,8 miliardi (+3%).

«Abbiamo registrato un altro trimestre di risultati solidi, generando un utile netto di 15,8 miliardi di dollari e un rotce del 21%, al netto delle perdite su titoli di investimento discrezionali pari a 498 milioni di dollari (al netto delle imposte)», commenta il ceo Jamie Dimon, mettendo in luce una solida performance da parte di ogni linea di business. 

JpMorgan ha rivisto al rialzo le stime sui proventi da interessi per il 2026 a 106,2 miliardi, in aumento dai 105,5 miliardi previsti a luglio. Il dato è superiore alle previsioni degli analisti contattati da FactSet (105,4 miliardi). Così il titolo, che dopo la pubblicazione dei conti aveva accelerato al ribasso, ha recuperato le perdite e viaggia ora sopra la parità (+0,42%) nel pre-market.

Wells Fargo soffre in borsa

Conti in chiaroscuro invece per Wells Fargo, che batte le attese sui profitti ma non sui ricavi. La banca americana ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 5,95 miliardi (+6%), mentre i ricavi sono aumentati a 21,87 miliardi (+2%), sotto i 22,3 miliardi indicati dal consensus di S&P, sostenuti da un incremento del margine d’interesse a 12,52 miliardi (+5%). 

«I risultati del terzo trimestre riflettono una crescita generalizzata, un aumento degli utili e un miglioramento della redditività», dichiara il ceo Charlie Scharf. Per quanto riguarda le prospettive, Wells Fargo sottolinea che gli investimenti e i guadagni di efficienza dovrebbero sostenere la crescita a lungo termine, mantenendo al contempo una gestione prudente dei rischi. Al titolo non basta: cede quasi il 2% nel pre-market a Wall Street.

Risultati record per Goldman Sachs

A battere di gran lunga le attese è invece Goldman Sachs. La banca d’affari americana ha chiuso il terzo trimestre con profitti in crescita a 5,29 miliardi di dollari (+29%) e un utile per azione di 17,01 dollari, ben più dei 13,02 dollari attesi da Lseg. Scatto anche per il fatturato, salito 18,68 miliardi (+23%), ancora una volta sopra i 16,71 miliardi indicati da Lseg, grazie al boom del trading azionario (6,44 miliardi, +72%) e al contributo positivo dell’investment banking (3,22 miliardi, +21) e della gestione patrimoniale (5,05 miliardi, +14%). Una serie di numeri che spingono il titolo a Wall Street: nel pre-market le azioni guadagnano quasi il 3%.

«In un contesto operativo complesso, abbiamo ottenuto il nostro secondo miglior risultato trimestrale in termini di ricavi netti e a un record di ricavi netti da inizio anno», commenta il ceo e presidente David Solomon. «Nonostante l'attuale complessità e incertezza a livello globale, rimaniamo in un'ottima posizione per continuare a offrire risultati eccellenti ai nostri clienti. Sono fiducioso che le nostre posizioni di leadership di mercato, le solide relazioni e i continui investimenti contribuiranno a guidare la crescita degli utili a lungo termine».

Bene anche Citi

Citigroup invece ha chiuso il terzo trimestre con un utile di 5,2 miliardi (+40%), o 2,85 dollari per azione, superiore rispetto ai 2,66 dollari attesi. Il fatturato è aumentato a 23,85 miliardi (+8%) trainato da una «eccezionale» performance del business di servizi, che ha generato ricavi per 6,6 miliardi (+15%).

Bene anche la divisione mercati, con ricavi in crescita a 6,1 miliardi (+6%), di cui 4,4 miliardi (+4%) dalle attività di trading a reddito fisso. Il wealth management ha registrato una crescita costante e diffusa in tutte e tre le aree di attività, con un rendimento superiore al 14%. I risultati del trimestre «includono il miglior fatturato per un terzo trimestre dell'ultimo decennio», dichiara la ceo Jane Fraser, attribuendo il traguardo a una «costante, disciplinata e coerente attuazione della nostra strategia».

Guardando al futuro Citi ha alzato la guidance sui proventi netti da interesse, esclusi i mercati, portandola nella fascia medio alta del range del 6%. In precedenza, aveva collocato il dato tra il 5% e il 6%. Il titolo guadagna lo 0,35% nel pre-mercato. (riproduzione riservata)