Potrebbe volgere al termine il contenzioso legale durato dieci anni e che ha visto sotto accusa il produttore farmaceutico americano Johnson&Johnson. L’oggetto della causa è il famoso talco che, secondo migliaia di testimonianze, sarebbe stato causa di cancro alle ovaie in numerose donne. L’azienda ha annunciato che pagherà 5,5 miliardi di dollari a copertura di circa 76 mila richieste di risarcimento.
J&J aveva smesso di vendere borotalco per bambini a base di talco del 2020, passando a un prodotto a base di amido di mais.
In precedenza J&J aveva già raggiunto un accordo nelle cause in cui si sosteneva che il talco contenesse amianto e causasse il masotelioma. Ma anche questa volta la società si è difesa sottolineando che le accuse fossero «prive di fondamento» e che il risarcimento fosse volto a chiudere la questione. Non un’ammissione di colpa, dunque, ma un modo per «lasciarsi alle spalle questa vicenda e di rimanere concentrata sulla missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane».
L’accordo deve ora essere accettato dal 95% delle donne che hanno presentato ricorso per cancro presso i tribunali statali o federali, prima di diventare definitivo.
L’intesa arriva anche dopo alcune vittorie in tribunale da parte della società farmaceutica, tra cui quella ottenuta a inizio giugno, quando una giuria di Los Angeles aveva stabilito che non ci fosse stata alcuna negligenza da parte dell’azienda. La scorsa settimana, inoltre, un giudice federale aveva espresso dubbi sulla valenza delle accuse di oltre 69 mila persone per mancanza di prove specifiche. (riproduzione riservata)