Il 2025 è stato «un anno complesso» per Exor, ma ha consentito al gruppo di «rafforzare focus e resilienza» in vista di un «contesto che resterà sfidante anche nel 2026». È quanto ha spiegato John Elkann, ceo della holding, aprendo la conference call sui risultati.
«Il 2025 è stato un anno difficile ma che ci ha permesso di essere più focalizzati e più resilienti», ha affermato Elkann, sottolineando come questo percorso renda la società «meglio preparata per un altro anno difficile come sarà il 2026».
Sul fronte strategico, la holding sta progressivamente concentrando il proprio portafoglio su un numero più ristretto di partecipazioni, privilegiando però asset di dimensioni maggiori. «Abbiamo meno compagnie in portafoglio ma vogliamo focalizzarci soprattutto sulle grandi», ha spiegato il numero uno del gruppo.
Questa linea riflette anche un approccio più industriale agli investimenti: «Siamo interessati alla gestione delle aziende, non solo alla loro acquisizione», ha aggiunto Elkann, indicando una strategia orientata alla creazione di valore nel lungo periodo. Il ceo ha inoltre evidenziato la solidità finanziaria del gruppo, parlando di «forte bilancio», e il ruolo delle operazioni di buyback, grazie alle quali Exor ha acquistato fino al 15% delle proprie azioni complessive.
L’auto ha pesato sui conti di Exor nel 2025 e il 2026 sarà per Stellantis «un anno cruciale: con il Capital Markets Day a fine maggio presenterà il suo futuro, con l'intenzione di essere molto chiara su come intende migliorare come azienda e assicurarsi di essere e rimanere uno dei leader in un settore in continua evoluzione», ha spiegato Elkann.
Il 2025 per Stellantis, ha sottolineato, «è stato un anno difficile in un contesto difficile. Nel corso dell'anno, l'azienda si è riorganizzata e, sotto la guida di Antonio Filosa, sta affrontando le numerose sfide che le si presentano, sia a livello esterno sia interno».
Exor ha iniziato il 2026 «con slancio», ha proseguito Elkann ricordando che Exor deve «concludere le transazioni già annunziate», come quelle di Iveco e Gedi, ed è consapevole che «in momenti incerti come quelli che viviamo è fondamentale avere liquidità e preservare il capitale, perché come si dice 'cash is king'». Exor ritiene che «avere quasi 4 miliardi di liquidità» come quelli a disposizione dopo la chiusura delle transazioni annunciate «metta la società in una situazione forte», con l’obiettivo di «continuare a semplificare il nostro portafoglio, mantenere un bilancio forte e essere pronti a utilizzare il capitale con disciplina e pazienza» in attesa delle giuste opportunità sul mercato.
Di che tipo? «Restiamo convinti che settori come tecnologia, lusso e sanità siano interessanti e con valutazioni interessanti», ha spiegato Elkann, «ma pensiamo anche di dover essere aperti ad altri settori e di non precluderci opportunità migliori, se dovessimo trovarle». Philips è certamente «un buon esempio del tipo di società in cui Exor sarebbe un buon azionista», anche perché «le aziende con un azionista di riferimento o un azionista di maggioranza dimostrano di ottenere risultati migliori nel loro settore». (riproduzione riservata)