Jamie Dimon (JP Morgan) avverte: i mercati sottovalutano i rischi. Non comprerei né azioni né Treasury ai prezzi attuali
Jamie Dimon (JP Morgan) avverte: i mercati sottovalutano i rischi. Non comprerei né azioni né Treasury ai prezzi attuali
Perché il numero uno di JP Morgan non compra né azioni né Treasury ai prezzi attuali? Dimon svela i rischi che gli investitori stanno sottovalutando

di Elena Dal Maso 21/07/2026 09:10

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Il ceo di JP Morgan Chase, Jamie Dimon, ritiene che gli investitori stiano sottovalutando i rischi che gravano sull’economia globale e afferma che, ai prezzi attuali, non acquisterebbe né azioni né Treasury Usa di lunga scadenza.

In una lunga intervista diffusa dalla Cnbc, Dimon ha spiegato che i mercati non stanno incorporando pienamente una serie crescente di rischi geopolitici e fiscali. «Penso che questi rischi siano probabilmente più grandi di quanto ritengano altre persone», ha detto Dimon, citando le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, le tensioni tra Stati Uniti e Cina e l’aumento della spesa militare in una fase caratterizzata da deficit pubblici sempre più elevati.

Alla domanda se i mercati stiano sottovalutando la possibilità di uno shock significativo, Dimon ha risposto che è difficile stabilire con precisione quali rischi siano già incorporati nei prezzi degli asset. «È possibile che qualcosa sia già scontato, ma quello che non è scontato è ciò che accadrà realmente», ha spiegato.

Trimestrali da record

Dimon, alla guida della banca con la maggiore capitalizzazione al mondo (900 miliardi di dollari), è noto per i frequenti avvertimenti sui rischi economici che intravede. Le sue ultime dichiarazioni si contrappongono alla recente capacità degli investitori di guardare oltre guerre, dazi e altre fonti di instabilità.

L’indice S&P 500 ha guadagnato l 10% dall’inizio dell’anno, sostenuto dalla resilienza dei consumi, dal rallentamento dell’inflazione e dall’entusiasmo degli investitori per il tema dell’intelligenza artificiale.

La scorsa settimana JP Morgan e altri grandi gruppi bancari statunitensi hanno registrato risultati trimestrali record, trainati dalla forte crescita dei ricavi da trading e investment banking, rafforzando l’idea che l’economia americana abbia resistito alle recenti tensioni geopolitiche meglio delle attese.

Dimon ha riconosciuto che l’economia globale è oggi più resiliente rispetto al passato grazie a una minore dipendenza energetica, ma ha avvertito che questo non elimina il rischio di un improvviso punto di svolta. Dimon ha spiegato che l’economia potrebbe sopportare ancora nuovi shock, ma un ulteriore accumulo di tensioni potrebbe portare al punto di rottura, aggiungendo che «anche l’attuale ripresa della guerra potrebbe non essere sufficiente» a provocare un cambiamento radicale.

Usa: deficit troppo alto da troppo tempo

Secondo il ceo di JP Morgan, il persistente deficit di bilancio degli Stati Uniti finirà per presentare il conto, spingendo potenzialmente i tassi di interesse verso l’alto. «La mia opinione è che diventerà un problema», ha detto, prevedendo un aumento dei rendimenti perché i cosiddetti bond vigilantes chiederanno una maggiore remunerazione per finanziare il debito pubblico americano.

I bond vigilantes sono gli investitori nel mercato obbligazionario (in particolare grandi fondi, asset manager, fondi pensione, hedge fund e altri investitori istituzionali) che prendono di mira le politiche economiche che ritengono troppo rischiose vendendo titoli di Stato e facendo salire i rendimenti.

Il termine nasce negli anni ’80, quando alcuni investitori obbligazionari iniziarono a esercitare pressione sui governi attraverso il mercato dei bond: se un governo aumenta troppo il debito o mantiene deficit elevati, i bond vigilantes possono chiedere un premio maggiore per acquistare il debito, facendo salire il costo del finanziamento.

Azioni, chi vincerà veramente dal ciclo AI?

Interpellato sulle obbligazioni, Dimon ha detto che personalmente non acquisterebbe Treasury Usa a lunga scadenza. Anche se l’inflazione dovesse tornare all’obiettivo del 2% della Federal Reserve, secondo il banchiere il rendimento del Treasury decennale dovrebbe probabilmente collocarsi tra il 4% e il 4,5%, lasciando poco spazio a un rialzo dei prezzi dei titoli di Stato.

Cauto anche sulle azioni. Dimon ha spiegato che potrebbe valutare singoli titoli se rappresentassero «un ottimo investimento», ma non sarebbe un compratore del mercato azionario nel suo complesso agli attuali livelli di valutazione.

Il numero uno di JP Morgan ha mantenuto un atteggiamento prudente anche sull’intelligenza artificiale, paragonando l’attuale boom degli investimenti alla fase iniziale di Internet. «La quantità di denaro spesa è enorme. Nel complesso si ripagherà? Probabilmente sì, proprio come è accaduto con Internet», ha detto Dimon. Ma ha ricordato che durante quella fase molti protagonisti iniziali, come Yahoo e Netscape, persero terreno, mentre i vincitori come Google e Facebook emersero solo successivamente. «Si ripagherà nel modo che vi aspettate e nei tempi che vi aspettate? Sicuramente no», ha concluso. (riproduzione riservata)