Iveco, utile e margini in calo nel 2025 ma nel quarto trimestre accelera. Defence in forte crescita prima della cessione
Iveco, utile e margini in calo nel 2025 ma nel quarto trimestre accelera. Defence in forte crescita prima della cessione
Ricavi a 13,4 miliardi (-7%) e free cash flow industriale negativo per 109 milioni. Ma nell’ultimo trimestre redditività e cassa in forte miglioramento. Iveco Defence ha margini dell’11,4%

di Andrea Boeris 12/02/2026 07:45

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Come previsto, il 2025 si chiude con numeri in calo sull’anno precedente per Iveco, che sconta il rallentamento del mercato europeo dei veicoli commerciali ma anche il ritardo nella salita produttiva dello stabilimento bus di Annonay. Nell’ultimo trimestre dell’anno, però, il gruppo è tornato a mostrare segnali di recupero sul fronte della redditività e della generazione di cassa.

Intanto, ricorda la società nella nota sui conti, procedono secondo i tempi annunciati entrambe le operazioni straordinarie già in corso: la cessione del business Defence a Leonardo, attesa entro marzo, e l’offerta pubblica di acquisto di Tata Motors, prevista nel secondo trimestre.

Sia i ricavi che gli utili sono in calo nel 2025

Nel 2025 i ricavi consolidati delle continuing operations (escluso quindi il business Defence) si attestano a 13,4 miliardi di euro, in calo del 7% rispetto ai 14,4 miliardi del 2024. L’ebit adjusted scende a 645 milioni (da 892 milioni), con un margine del 4,8% (6,2% nel 2024). L’utile netto adjusted si ferma a 312 milioni, rispetto ai 520 milioni del 2024, mentre l’utile netto delle continuing operations è pari a 233 milioni (489 milioni nel 2024). Il risultato diluito per azione adjusted cala a 1,16 euro da 1,91 euro.

Rimane sotto pressione anche la generazione di cassa: il free cash flow industriale è ancora negativo per 109 milioni, contro un dato positivo per 240 milioni nel 2024, penalizzato dal calo dei volumi e dall’elevato livello di scorte nella divisione Bus a fine anno. La liquidità disponibile resta comunque robusta a 4,7 miliardi.

Truck in frenata, Bus cresce ma con costi in aumento

Guardando ai singoli business, la divisione Truck risente in pieno della debolezza europea: il mercato dei veicoli commerciali nel continente è sceso del 9% e le consegne di Iveco in Europa sono calate del 21%. I ricavi della business unit si riducono dell’11% a 8,9 miliardi, con ebit adjusted in flessione a 325 milioni (560 milioni nel 2024) e margine al 3,7% dal 5,6%.

Meglio la divisione Bus, che beneficia di un mercato in crescita (+9% in Europa, +12% in Sud America). I ricavi salgono del 15% a 2,95 miliardi, mentre l’ebit adjusted migliora leggermente a 144 milioni. Tuttavia il margine scende al 4,9% per i maggiori costi legati al ramp-up produttivo di Annonay e ai ritardi dei fornitori.

Anche il comparto Powertrain mostra segnali di recupero nella seconda metà dell’anno: ricavi a 3,33 miliardi (-6%), ma margine in miglioramento al 6,7% grazie a efficienze operative e a un mix più favorevole.

Defence in forte crescita prima della cessione

Il business Defence, classificato tra le discontinued operations in vista della vendita di Iveco Defence Vehicles (Idv) a Leonardo, registra ricavi in aumento del 19% a 1,37 miliardi ed ebit adjusted a 156 milioni, con un margine dell’11,4% (7,9% nel 2024), confermando una forte redditività alla vigilia dell’uscita dal perimetro di Iveco che avverrà prima della già stabilita cessione dell’intera società agli indiani di Tata Motors.

Quarto trimestre in miglioramento

Nel quarto trimestre dello scorso anno i ricavi consolidati sono scesi a 4 miliardi (da 4,25 miliardi), ma la redditività è migliorata: l’ebit adjusted sale a 246 milioni (231 milioni un anno prima), con margine al 6,2%. L’utile netto adjusted cresce a 133 milioni e il free cash flow industriale raggiunge 1,13 miliardi, in aumento rispetto al quarto trimestre 2024. Il miglioramento è sostenuto dalle azioni di contenimento dei costi e dal recupero del Powertrain, che nel trimestre segna un margine dell’11,8%.

L’ad Olof Persson ha definito il 2025 «un anno sfidante», ricordando le misure adottate per rafforzare il controllo delle scorte, mantenere disciplina sui costi e accelerare il programma di efficienza. Ora Iveco ha di fronte a sé un 2026 di profondi cambiamenti, con il completamento delle operazioni straordinarie che darà una configurazione del gruppo completamente nuova. (riproduzione riservata)