Ivass, con la nuova solvibilità 5 miliardi di capitale in più per le assicurazioni
Ivass, con la nuova solvibilità 5 miliardi di capitale in più per le assicurazioni
Il 2025 si è chiuso per il settore con un aumento dei premi, un risultato di esercizio di 6,7 miliardi e un roe salito 14,6%. Al via l’indagine con l’Antitrust nel settore Rc Auto

di Anna Messia 18/06/2026 13:10

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Le assicurazioni italiane sono in ottima salute. Nel 2025 hanno ulteriormente rafforzato la propria solidità patrimoniale, incrementato la raccolta premi e gli investimenti, migliorato la redditività e le condizioni di liquidità.  In arrivo ci sono ora le nuove regole di Solvency II che entreranno in vigore a gennaio 2027, e determineranno una liberazione di capitale per circa 5 miliardi per le compagnie, pari ad un aumento di 10 punti percentuali dell'indice di solvibilità.

Dati emersi durante la relazione sull’attività dell’Ivass nel 2025 che ha evidenziato un risultato di esercizio 2025 per il settore assicurativo di 6,7 miliardi, con un roe (il ritorno dell’investimento, return on equity) salito al 14,6%. «Sui dati di fine 2025 l'applicazione delle nuove regole di Solvency determinerà per le compagnie italiane una liberazione di capitale per circa 5 miliardi e un aumento di 10 punti percentuali dell'indice di solvibilità», ha detto il presidente dell’Istituto di vigilanza del settore assicurativo e direttore generale della Banca d’Italia, Paolo Angelini, aggiungendo che la revisione determina «una ricalibrazione dei requisiti di capitale che rende più attrattivi gli investimenti in azioni, fondi di private equity e di venture capital, strumenti particolarmente idonei a finanziare innovazione e sviluppo dimensionale delle imprese». Si creano dunque le condizioni per un maggiore investimento in questi attivi da parte delle assicurazioni.

Le strategie di investimento e il ruolo dei titoli di Stato

Gli investimenti delle assicurazioni sono pari a fine 2025 a 1.100 miliardi, 300 dei quali a fronte di contratti vita in cui il rischio è sopportato dagli assicurati. Gli investimenti con rischi a carico delle compagnie (i restanti 800 miliardi) restano concentrati nei titoli di Stato, «sebbene in un quadro di progressiva diversificazione in favore degli emittenti pubblici esteri».

Angelini ha poi sottolineato come l'esposizione in venture capital delle compagnie italiane è oggi «irrisoria, meno di 30 milioni, solo in parte a causa della limitata importanza di questi operatori in Italia e in Europa». Questi fondi sono «strutturalmente illiquidi, e richiedono cautela e adeguate conoscenze da parte degli investitori». D'altro canto, ha messo in evidenza il presidente dell'Ivass, «se inseriti in portafoglio con oculatezza e in coerenza con la natura e la durata delle passività, possono generare vantaggi sia per gli assicurati, in virtù del premio per il rischio che caratterizza i loro rendimenti, sia per il finanziamento dell'innovazione e della crescita». Sotto questi profili le scelte di investimento del settore assicurativo, "in Italia come in Europa, assumono una più ampia rilevanza strategica", ha concluso.

Cyber sicurezza e impatto dell'intelligenza artificiale

Tra i temi affrontati durante la relazione le polizze auto, le nuove coperture contro le catastrofi naturali, l’arbitro per le controversie assicurative e anche le questione della cyber sicurezza, che riguardano il sistema assicurativo come quello bancario  e sono legati ai nuovi sistemi di intelligenza artificiale che consento di rilevare le falle dei sistemi informatici delle imprese finanziarie. «L'Ivass, in coordinamento con la Banca d'Italia, è pronta a potenziare la vigilanza contro i rischi cyber derivanti dall'uso dell'intelligenza artificiale», ha detto Angelini, spiegando che l'istituto sta «integrando la propria attività di vigilanza in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione».

In materia di polizze auto Ivass ha fatto sapere che, nei prossimi mesi, insieme all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, verrà condotta «un'indagine conoscitiva» per «individuare possibili linee di intervento per una più efficace regolamentazione del settore», guardando in particolare «ai meccanismi di compensazione tra imprese nel sistema di risarcimento diretto e al funzionamento del sistema bonus malus». Intanto nel quarto trimestre del 2025 c’è stato un aumento del 3,5% del prezzo medio della polizza Rc Auto a 432 euro, su un livello che restano al di sopra della media Ue e di Francia, Germania, Spagna, con «un ulteriore lieve aumento della dispersione del premio medio tra province».

Catastrofi naturali

Sul fronte delle copertura contro le catastrofi naturali, divenute obbligatorie per le imprese la diffusione «resta per ora relativamente contenuta, pur avendo registrato un rilevante incremento nella seconda metà del 2025: da 290.000 polizze nel luglio 2025 a 570.000 lo scorso gennaio. I dati del trimestre febbraio-aprile indicano che la crescita è proseguita a buon ritmo, raggiungendo a fine aprile circa 700.000 contratti», hanno fatto sapere da Ivass con un premio mediano per impresa pari a 203 euro in valore assoluto e a 7,1 euro per ogni 10.000 euro di somma assicurata. In arrivo, entro fine anno, c’è il preventivatore dell’Ivass che potrà essere utile a confrontare le diverse offerte di polizze catastrofali sul mercato. 

Il nuovo Arbitro assicurativo

Per quanto riguarda l’arbitro, infine, dal dati Ivass è emerso che, dallo scorso 15 gennaio, data di avvio, fino agli inizi di giugno erano pervenuti 1.734 ricorsi (260 relativi al comparto vita, 941 al comparto danni non auto e i restanti 533 alla Rc auto). L'85% dei ricorsi è stato presentato nei confronti di compagnie, il 5% ha riguardato intermediari, il restante 10 per cento una pluralità di controparti.

Il fatto che la gran parte dei ricorsi provenga direttamente dagli assicurati, spesso senza assistenza tecnica, «suggerisce che l'Arbitro viene percepito come uno strumento pratico e accessibile di tutela dei cittadini nel loro rapporto con le imprese», ha concluso Angelini. (riproduzione riservata)