Italia interessata a rinnovare la flotta navale militare dell’Argentina, un affare da 2,3 miliardi di dollari
Italia interessata a rinnovare la flotta navale militare dell’Argentina, un affare da 2,3 miliardi di dollari
Il presidente Milei vuole acquistare tre nuovi sottomarini convenzionali, che potrebbero esser costruiti in Brasile. Ma incombono le tensioni politiche fra i due Paesi 

di Diego Mezzogiorno 28/09/2026 17:50

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Nel Cono Sur si sta giocando una partita geopolitica e industriale di fondamentale importanza per il settore della difesa navale. Il governo argentino ha inserito nel proprio piano finanziario un budget stimato fino a 2,3 miliardi di dollari per rinnovare la propria flotta navale e acquistare tre nuovi sottomarini convenzionali, colmando il drammatico vuoto operativo aperto nel 2017 dopo la perdita dell’Ara San Juan.

Per realizzare questa imponente modernizzazione, l’Argentina cerca il fondamentale supporto operativo e industriale del Brasile, puntando sul polo navale di Itaguaí che Brasilia punta a consacrare come piattaforma d'esportazione continentale. Il vero nodo strategico risiede però nelle severe difficoltà diplomatiche: i forti attriti e il gelo politico alimentato dal presidente argentino Javier Milei nei confronti del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva rischiano di ostacolare l'asse industriale tra i due Paesi.

Sullo sfondo resta la leadership di Brasilia: il Brasile è infatti l'unico Paese di tutto il Sud del mondo a detenere e sviluppare la complessa tecnologia dei sottomarini nucleari (patrimonio maturato nell'ambito del programma Prosub insieme alla Francia), vantando a Itaguaí cantieri e maestranze capaci di costruire ed esportare sottomarini della classe Scorpène.

Una commessa da oltre due miliardi di dollari ha però scatenato la corsa dei grandi player europei. L'industria militare e cantieristica italiana specializzata nel settore dei sottomarini, guidata dall'eccellenza tecnologica di Fincantieri e dal comparto della difesa navale di Roma, si sta muovendo con determinazione per aggrappare e aggiudicarsi questo contratto strategico, posizionandosi in prima linea insieme al settore industriale tedesco (con la tedesca Tkms) e ai francesi di Naval Group.

Per la cantieristica italiana e tedesca, l'obiettivo è inserirsi nell'affare offrendo tecnologie di punta, sistemi d'arma avanzati o soluzioni ad interim. Resta da capire se la diplomazia commerciale saprà superare il muro ideologico eretto tra Casa Rosada e Planalto, o se le aziende europee riusciranno a prendersi l'intera partita. (riproduzione riservata)