Nel Cono Sur si sta giocando una partita geopolitica e industriale di fondamentale importanza per il settore della difesa navale. Il governo argentino ha inserito nel proprio piano finanziario un budget stimato fino a 2,3 miliardi di dollari per rinnovare la propria flotta navale e acquistare tre nuovi sottomarini convenzionali, colmando il drammatico vuoto operativo aperto nel 2017 dopo la perdita dell’Ara San Juan.
Per realizzare questa imponente modernizzazione, l’Argentina cerca il fondamentale supporto operativo e industriale del Brasile, puntando sul polo navale di Itaguaí che Brasilia punta a consacrare come piattaforma d'esportazione continentale. Il vero nodo strategico risiede però nelle severe difficoltà diplomatiche: i forti attriti e il gelo politico alimentato dal presidente argentino Javier Milei nei confronti del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva rischiano di ostacolare l'asse industriale tra i due Paesi.
Sullo sfondo resta la leadership di Brasilia: il Brasile è infatti l'unico Paese di tutto il Sud del mondo a detenere e sviluppare la complessa tecnologia dei sottomarini nucleari (patrimonio maturato nell'ambito del programma Prosub insieme alla Francia), vantando a Itaguaí cantieri e maestranze capaci di costruire ed esportare sottomarini della classe Scorpène.
Una commessa da oltre due miliardi di dollari ha però scatenato la corsa dei grandi player europei. L'industria militare e cantieristica italiana specializzata nel settore dei sottomarini, guidata dall'eccellenza tecnologica di Fincantieri e dal comparto della difesa navale di Roma, si sta muovendo con determinazione per aggrappare e aggiudicarsi questo contratto strategico, posizionandosi in prima linea insieme al settore industriale tedesco (con la tedesca Tkms) e ai francesi di Naval Group.
Per la cantieristica italiana e tedesca, l'obiettivo è inserirsi nell'affare offrendo tecnologie di punta, sistemi d'arma avanzati o soluzioni ad interim. Resta da capire se la diplomazia commerciale saprà superare il muro ideologico eretto tra Casa Rosada e Planalto, o se le aziende europee riusciranno a prendersi l'intera partita. (riproduzione riservata)