Italia e Giappone «sono determinati a costruire insieme un futuro di sicurezza, prosperità e stabilità» nonché «a rispondere al meglio alle esigenze dei propri cittadini». Lo ha dichiarato la premier italiana, Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa al termine del bilaterale a Villa Pamphilj con la premier giapponese Sanae Takaichi, in visita a Roma nell’ambito di una missione europea connessa alla partecipazione al Vertice G7 di Evian, in programma da oggi 15 giugno a mercoledì 17. Faccia a faccia che capita anche in concomitanza del 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.
E quale miglior modo di celebrare questa ricorrenza se non «stringendo sempre di più la nostra cooperazione, concentrandoci soprattutto sugli ambiti che definiranno i prossimi decenni: la robotica, le tecnologie emergenti, la space economy, l'energia pulita, la meccanica, le scienze per la vita, le infrastrutture e la difesa. Tutti ambiti nei quali possiamo sfruttare le complementarietà tra i nostri sistemi produttivi, la nostra vocazione all'export, la qualità delle nostre filiere industriali e l'intensità dei nostri scambi scientifici e culturali», ha spiegato Meloni.
Nello specifico, in materia di equilibri geopolitici e sicurezza, «abbiamo condiviso una profonda riflessione sulle grandi crisi internazionali, abbiamo espresso soddisfazione per l'annuncio del memorandum tra Stati Uniti e Iran, ribadendo la fondamentale importanza della riapertura dello stretto di Hormuz, della difesa della libertà di navigazione». E, continua Meloni, «ci siamo confrontate in vista del G7 sulla situazione della guerra in Ucraina e sulla necessità che il G7 ribadisca la sua volontà di porre fine del conflitto in atto».
Allo stesso tempo, «vogliamo accelerare il processo, il lavoro sul Global Combat Air Programme (Gcap), progetto che vede Italia e Giappone impegnati insieme al Regno Unito per sviluppare un caccia di sesta generazione per rafforzare la sicurezza euro-atlantica e nell’Indopacifico. E continueremo a lavorare insieme».
Ha poi evidenziato Meloni, Italia e Giappone che «condividono la stessa proiezione nei confronti del continente africano ed è nostra intenzione avviare un dialogo bilaterale strutturato per costruire sinergie tra il nostro piano Mattei e il programma giapponese Ticad». Poi con Takaichi abbiamo parlato di «sviluppare anche una collaborazione sull'Artico, che è uno chiaramente dei quadranti strategici del presente e del futuro» e «di approfondire la collaborazione in settori prioritari come intelligenza artificiale ma anche biotecnologie e la prevenzione dei disastri naturali». Un altro dei temi sui quali intendiamo fare di più insieme perché «condividiamo diverse esperienze e condividiamo anche un know-how particolarmente importante su come far fronte in maniera sempre più efficace ai rischi sismici e nostra intenzione è anche approfondire cooperazione sul nucleare civile di nuova generazione, unire le competenze ingegneristiche italiane e giapponesi».
Oltre a richiamare tutti i punti toccati da Meloni, la premier giapponese ha citato il Ponte sullo Stretto: «Auspico che l’infrastruttura, a cui partecipano anche imprese giapponesi, diventi un progetto simbolo della cooperazione tra i nostri Paesi».
Takaichi si è poi soffermata sul fatto che «Italia e Giappone vogliono collaborare per rendere più sicure le catene di approvvigionamento, in particolare nei settori chiave della sicurezza economica, dell'energia, dei semiconduttori, dei materiali chimici e delle tecnologie». Passando al problema della sicurezza economica, inclusa l'energia, si tratta di «un problema fondamentale per i nostri Paesi, dunque, accolgo con favore la firma di oggi di un memorandum intergovernativo per il rafforzamento della resilienza nelle catene di approvvigionamento, compresi semiconduttori, materiali chimici e tecnologie».
Da segnalare inoltre un forte interesse reciproco a consolidare ulteriormente la cooperazione economica e commerciale. Il Giappone si conferma il terzo partner commerciale dell’Italia in Asia, nonché la seconda destinazione delle esportazioni italiane nel continente asiatico.
Nel 2025 l’interscambio commerciale ha raggiunto i 12,3 miliardi di euro, con un saldo positivo per l’Italia pari a 4,4 miliardi di euro. Nel primo trimestre del 2026 gli scambi bilaterali si sono attestati a circa 3 miliardi di euro, facendo registrare un avanzo commerciale per l’Italia di circa 1 miliardo di euro.
Significativa è inoltre la presenza del sistema imprenditoriale italiano in Giappone, dove operano 166 imprese italiane con un fatturato complessivo pari a circa 3 miliardi di euro. (riproduzione riservata)