La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, la terza consecutiva, non è solo una delusione sportiva ed economica. Ma rappresenta una beffa per i broadcaster, Rai e Dazn, che hanno vinto l’asta per trasmettere le partite. Seppur con pesi ben diversi tra i due. A pagare uno scotto importante è sicuramente la Rai. Il 70% di share registrato ieri, per il match che ha visto la disfatta degli Azzurri contro la Bosnia, rappresenta forse un ulteriore elemento di disperazione per Viale Mazzini, che avrebbe potuto contare per le fasi a giorni, se non in tutto, almeno su un 75% degli spettatori sintonizzati ieri: quindi oltre 9 milioni. Che il calcio sia ancora una leva fortissima lo sanno bene a Roma, come dimostra la scelta della Rai di investire ben 100 milioni per trasmettere 35 partite in chiaro. Un’ancora di salvezza, per così dire, potrebbe essere la clausola di salvaguardia (prevista in caso di assenza dell’Italia), che farà scendere l’esborso a 70 milioni.
Diversa è la storia per Dazn. In primis per le cifre in ballo. Il gruppo guidato in Italia dal ceo Stefano Azzi avrebbe investito qualcosa come 50 milioni per trasmettere tutti i 104 match. Un importo oggettivamente contenuto, se si pensa al palinsesto dell’Ott che trasmette la Serie A, e che garantisce di mettere in calendario un evento di prestigio, che annovera tutte le squadre più seguite al mondo. Sicuramente, l’assenza dell’Italia dalla competizione americana avrà il suo peso nella raccolta – che per l’occasione Dazn ha scelto di farsi autonomamente e non affidare a Publitalia (che gestisce quella per la Serie A) – ma la strategia è molto più articolata.
Il gruppo ha comprato i diritti per tre mercati chiave, cioè Italia, Spagna e Giappone, puntando così su una strategia multi-territorio che punta a massimizzare le sinergie e a offrire ai brand una visibilità globale. Il fine è quello di ampliare il bacino di utenti e implementare la retention, quindi diminuire il chrun (il tasso di abbandono). Tema più complicato senza Italia (per il solo mercato italiano) ma che guarda, a livello più generale, alla capacità di creare continuità: unire la fine della Serie A al Mondiale e, quindi, alla ripartenza della nuova stagione. Affiancando poi gli Europei di volley femminili e maschili. (riproduzione riservata)