Lo spoglio delle schede delle elezioni israeliane è giunto al 66% del totale.
Il blocco guidato dal Likud, il partito di Benjamin Nethanyahu, è in testa con 56 seggi, ma non raggiunge la maggioranza; il blocco guidato da Gadi Eisenkot ne ha 48, mentre i partiti arabi ne hanno 16. Sono 61 i voti necessari per la maggioranza; attualmente, quindi, nessuno dei due schieramenti dispone dei numeri necessari per formare un governo.
Un altro elemento significativo di queste elezioni è l'affluenza record alle urne, che ha raggiunto il 77,7%, il livello più alto dal 2001. Hanno votato oltre 5,69 milioni di elettori, con un incremento di circa 7,1 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2022.
Secondo Channel 12, uno degli incrementi più rilevanti della partecipazione si registra nella società araba, dove nelle principali città l'affluenza è aumentata di oltre il 30%. Al contrario, in alcune città a maggioranza ultraortodossa si è osservato un calo della partecipazione. Nelle città vicine al Change Bloc, invece, l'affluenza è cresciuta rispetto alle precedenti elezioni del 2022.
L'elevata partecipazione e il risultato dei partiti di opposizione delineano un quadro politico ancora incerto. Nonostante il Likud sia il primo partito per numero di voti, la distribuzione dei seggi non garantisce a Netanyahu la possibilità di restare al governo. Saranno lo scrutinio definitivo e le successive trattative tra i partiti a determinare chi avrà le condizioni per formare la prossima coalizione (riproduzione riservata)