A tre mesi dal cessate il fuoco a Gaza, Israele bussa alla porta del mercato obbligazionario globale. Secondo quanto riportato a Bloomberg da un funzionario del ministero delle Finanze israeliano - che ha chiesto di mantenere l’anonimato - Tel Aviv sta emettendo un eurobond multi-tranche, con la finalità di raccogliere miliardi di dollari.
Il collocamento dei bond - con scadenze a cinque, dieci e trent’anni - è stata preceduta da incontri con decine di investitori provenienti dagli Usa, dall’Europa e dall’Asia. Stando a quanto detto dal funzionario, i colloqui hanno avuto esito positivo.
I bond a breve scadenza vengono proposti con uno spread di circa 120 punti base sopra i titoli di stato Usa, mentre quelli a dieci e trenta anni sono offerti rispettivamente con spread di circa 130 e 150 punti base, ha riferito un’altra persona a conoscenza della questione.
Israele ha fatto il suo ultimo accesso ai mercati finanziari globali nel febbraio dello scorso anno, quando ha raccolto 5 miliardi di dollari con obbligazioni a cinque e dieci anni. Il funzionario israeliano ha spiegato che le obbligazioni a trenta anni sono state aggiunte in seguito alla richiesta degli investitori.
La guerra con Hamas, che si è estesa anche su altri fronti come Iran e Libano, ha gonfiato le spese per la difesa e ha spinto il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu alla richiesta record di prestiti, che nel 2024 ha raggiunto quasi 280 miliardi di shekel (circa 89 miliardi di dollari), rivolgendosi prevalentemente ai mercati locali.
Il dato relativo all’anno scorso potrebbe aver superato i 200 miliardi di shekel, uno degli importi annuali più alti degli ultimi decenni, escluso l’impatto della pandemia di Covid-19.
I prezzi dei credit default swap (Cds) a cinque anni di Israele - che alcuni trader usano per assicurare i propri investimenti in caso di default - sono recentemente scesi a 69 punti dopo aver toccato i 144 punti ad agosto 2024.
Il rating sovrano è stato abbassato di due notch da tutte le principali agenzie internazionali - S&P, Moody’s e Fitch - durante la guerra. Tuttavia, S&P ha migliorato l’outlook del Paese da negativo a stabile lo scorso novembre, mentre le altre due agenzie hanno mantenuto una prospettiva negativa per Israele. (riproduzione riservata)