Il titolo Iren rivede i massimi del 27 maggio a Piazza Affari a quota 2,634 euro grazie alla promozione di Kepler Cheuvreux. «Il titolo è stato troppo penalizzato», si legge nella nota della banca d’affari che ha alzato il rating da hold a buy e il prezzo obiettivo da 2,9 a 3 euro. Di riflesso l’azione il 22 luglio balza del 3,50% a 2,60 euro.
A seguito della recente debolezza del titolo (-2,33% negli ultimi tre mesi), il potenziale di upside risulta più interessante. «Iren tratta a multipli contenuti e offre un rendimento del dividendo interessante, del 6% circa, oltre a garantire una buona diversificazione grazie alla presenza sia nei business regolamentati sia in quelle esposte alle dinamiche di mercato (prezzi dell’energia, margini, domanda e offerta, ndr)», spiega Kepler Cheuvreux.
Inoltre, «ci aspettiamo conti del secondo trimestre/primo semestre privi di sorprese rilevanti, ma in grado di confermare la guidance sull’intero esercizio e le nostre previsioni», precisa Kepler Cheuvreux. Iren pubblicherà i risultati del primo semestre del 2026 il prossimo 30 luglio.
Mediobanca Research si attende nei primi sei mesi dell’anno un ebitda pressoché stabile a 718 milioni di euro (-1%) grazie al contributo dei business rifiuti (134 milioni, +2%) e acqua (163 milioni, +3%), non delle reti (108 milioni, -5%), che dovrebbero risentire degli effetti una tantum registrati nel primo semestre del 2025, non della divisione supply (vendita di energia elettrica e gas, teleriscaldamento e servizi energetici sul mercato libero: 144 milioni, -3%) né di quella della produzione energetica e teleriscaldamento (168 milioni, -3%).
«Ci aspettiamo una normalizzazione della produzione idroelettrica, parzialmente compensata da prezzi più elevati nel secondo trimestre», afferma la banca d'affari che si aspetta poi un utile netto in calo del 5% a 174 milioni a causa di maggiori ammortamenti e di un incremento dell’aliquota fiscale, legato all’aumento del 2% dell’Irap previsto nel 2026. Mentre il debito netto è visto salire leggermente del +2% a 4,3 miliardi. Il dato dovrebbe includere investimenti per 410 milioni, il pagamento del dividendo e l’assorbimento del capitale circolante.
«Sottolineiamo che le nostre stime dovrebbero rappresentare oltre il 50% della guidance sull’ebitda dell’utility e il 55% della nostra previsione di utile netto per l’intero esercizio, in linea con la normale stagionalità del business», puntualizza Mediobanca Research, ribadendo la raccomandazione outperform e il target price a 3 euro su Iren. (riproduzione riservata)