Sono arrivate indicazioni interessanti per Iren dalla presentazione alla Infrastructure & Defence conference di Borsa Italiana. Il piano industriale è atteso a ottobre. Conterrà le nuove indicazioni di crescita incluso il potenziale contributo dal business dei Data Center, centrati sull’utilizzo dell’impianto di Turbigo (MI), che però non è stato anticipato.
Il piano includerà, inoltre, un nuovo approccio molto più focalizzato su un numero contenuto di progetti, con una semplificazione quindi. Anche l’ampliamento geografico sarà un tema di ulteriore espansione, con la Toscana che può fare da volano per la crescita della multiutility di Reggio Emilia. Opportunità significative sono attese anche nel settore Waste con le nuove linee nel termovalorizzatore di Torino e i nuovi impianti a Gioia Tauro.
Le reti restano una priorità per la società, fortemente interessata anche a eventuali acquisizioni (parteciperà a tutte le eventuali operazioni che saranno lanciate sul mercato). Considerata l’evoluzione del contesto energetico: data center ed elettrificazione, il presidente di Iren si attende una nuova ondata di m&a anche tra le grandi utility, con i più grandi operatori internazionali di data center che potrebbero essere nuovi partner per operazioni nel settore.
Il tutto senza sacrificare i dividendi. Il management ha infatti confermato la politica di dividendi con un tasso medio annuo di crescita della cedola dell’8%. Sarà così anche nel nuovo piano industriale. Questo, ha osservato Equita, rende il rendimento di Iren il più elevato nel settore delle utility, al 6,7% già nel 2027.
Un capitolo a parte merita il rischio sulle misure per gli extra profitti che rimane elevato, tuttavia le misure approvate finora hanno impatti residuali su Iren ed eventuali nuovi interventi andranno calati nel contestodi prezzi molto più elevati dell’elettricità, ha spiegato Equita. Le coperture sul 2027 sono salite al 60% (dal 45% riportato nell’ultima semestrale) con un incremento del prezzo medio a 105 euro/MWh (+5-6 euro/MWh) e con il contributo delle coperture marginali che è salito a 120-125 euro/MWh.
«Stimiamo una sensitivity dell’1% di ebitda per ogni 10 euro/MWh di maggior prezzo dell’elettricità», ha valutato la sim secondo cui quanto emerso dalla presentazione alla Infrastructure & Defence conference è stato interessante.
E il piano industriale di ottobre può rappresentare un catalyst per il gruppo che oggi scambia a 9,6x il multiplo prezzo/utile 2027 e quindi non tratta correttamente l’attesa di crescita per i prossimi anni con un tasso medio annuo di crescita dell’ebitda e dell’utile per azione al 5% al 2028 né il dividendo elevato con uno yield tra il 6,7% e il 7,2% nei prossimi tre anni con una leva contenuta: rapporto debito netto/ebitda di 3,1x.
Da qui la conferma da parte di Equita del rating buy con un target price 3,30 euro sul titolo che il 4 settembre sale dello 0,58% a 2,342 euro a Piazza Affari.
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