Il regime degli ayatollah ha bloccato internet e quindi è molto difficile capire che cosa stia succedendo in Iran. Di certo nella notte migliaia di persone sono scese in strada in tutte le città del Paese dopo l’appello dell’ex principe ereditario in esilio Reza Pahlavi a manifestare, sfidando il blackout informativo e la repressione delle forze di sicurezza.
Secondo Mariano Giustino di Radio Radicale, Mashhad, la seconda città più popolosa dell’Iran, sarebbe caduta nelle mani dei manifestanti. Mashhad è importante non solo per le dimensioni della sua popolazione ma soprattutto perché è la seconda città santa del Paese dopo Qom ed è la città natale della Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei. Insomma, è sempre stata considerata una roccaforte del regime.
La tv di Stato iraniana ha rotto il silenzio sulle manifestazioni, accusando «agenti terroristi» legati agli Stati Uniti e a Israele di aver appiccato incendi e fomentato la violenza. L’emittente ha parlato genericamente di «vittime», senza fornire dettagli. Secondo la Human Rights Activists News Agency, con sede negli Usa, le violenze legate alle proteste avrebbero già causato almeno 45 morti e oltre 2.200 arresti.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un duro avvertimento al regime iraniano, promettendo di sostenere la popolazione che protesta contro gli ayatollah. «In passato hanno sparato a più non posso alla gente», ha detto in un'intervista a Fox News, «c'erano persone inermi abbattute dalle mitragliatrici oppure portate in prigione e impiccate». «Hanno giocato duro», ha aggiunto Trump. «Se lo faranno ancora, li colpiremo molto duramente. Possiamo colpirli duramente. Siamo pronti a farlo».
Intanto il dipartimento di Stato Usa ha emanato un divieto di viaggio in Iran, avvertendo i cittadini statunitensi che non devono recarsi «nel Paese che rimane di Livello 4». Il monito è stato pubblicato sull'account X in persiano del dipartimento di Stato Usa, precisando che «i cittadini statunitensi corrono gravi rischi, tra cui terrorismo, disordini, rapimenti e detenzioni ingiuste».
La compagnia di bandiera turca, Turkish Airlines, ha cancellato cinque voli previsti oggi da Istanbul verso la capitale dell'Iran, Teheran. (riproduzione riservata)