Il pedaggio per attraversare lo Stretto di Hormuz sarà pagato in Bitcoin. Il Financial Times ha parlato con Hamid Hosseini, portavoce della Opex, un'organizzazione che rappresenta gli esportatori iraniani di prodotti petroliferi e petrolchimici. Sebbene l'Opex sia tecnicamente un'associazione di categoria e non un organo governativo diretto, Hosseini è considerato una figura molto vicina alle autorità di Teheran e spesso funge da tramite per annunciare politiche commerciali e strategiche dell'Iran. Ebbene, Hosseini ha confermato che le petroliere devono pagare il pedaggio in bitcoin, per evitare che i fondi vengano tracciati o congelati a causa delle sanzioni internazionali.
Ed ecco le procedure, illustrate dallo stesso Hosseini: dopo l’invio dei dettagli del carico via email e il controllo delle autorità, le navi ricevono le istruzioni di pagamento e hanno a disposizione solo pochi secondi per completare la transazione in bitcoin. L’Iran ha fissato la tariffa a circa 1 dollaro per barile di petrolio, portando il costo per una superpetroliera carica a circa 2 milioni di dollari, che equivalgono attualmente a 28 Bitcoin. Gli armatori dovranno iniziare a fare scorte di criptovaluta?
Nei giorni scorsi alcune navi avevano passato lo Stretto di Hormuz pagando un pedaggio usando lo yuan cinese. In alternativa era possibile utilizzare le criptovalute, ma pare che non lo avesse ancora fatto nessuno. Da ieri, invece, il pagamento è possibile solo in Bitcoin. Alle 19:40 ora italiana la criptovaluta saliva del 4,5% a 71.768 dollari, ben lontana dal record di tutti i tempi toccato il 6 ottobre 2025 a 126.080 dollari.(riproduzione riservata)