Ior, Leone XIV completa rinnovo dei vertici: Giovanni Boscia nuovo direttore generale nel segno della continuità al posto di Mammì
Ior, Leone XIV completa rinnovo dei vertici: Giovanni Boscia nuovo direttore generale nel segno della continuità al posto di Mammì
Con la nomina dell’attuale vicedirettore delegato si completa il riassetto della governance dell’Istituto per le Opere di Religione. Negli ultimi mesi rinnovati la Commissione cardinalizia, il Consiglio di Sovrintendenza e il board

di di Giusy Iorlano 15/07/2026 15:10

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Si completa il rinnovo dei vertici dello Istituto per le Opere di Religione voluto da Papa Leone XIV. Con la nomina di Giovanni Boscia a prossimo direttore generale, il Pontefice chiude il riassetto della governance dello Ior avviato già nei mesi scorsi con il rinnovo della Commissione cardinalizia, della presidenza del Consiglio di Sovrintendenza e del board dell’istituto. Una scelta che, sul fronte del management, punta sulla continuità: Boscia è infatti l’attuale vicedirettore delegato e dal primo ottobre succederà a Gian Franco Mammì, che lascia l’incarico dopo undici anni per raggiunti limiti di età.

La continuità del management: Boscia raccoglie il testimone di Mammì

Giovanni Boscia, cinquantacinque anni, entrerà ufficialmente in carica il 1° ottobre 2026, succedendo a Gian Franco Mammì, che resterà alla guida dell’Istituto fino al 30 settembre.

La nomina è stata deliberata dal Consiglio di Sovrintendenza e approvata dalla Commissione Cardinalizia di Vigilanza, a conferma di un percorso di successione costruito all’interno dell'Istituto.

Boscia conosce infatti da vicino la realtà dello Ior. Entrato nel 2019 come responsabile Finanza e Chief Financial Officer, nel 2021 ha assunto anche la responsabilità dell’Asset Management e degli investimenti, mentre dal 2023 ricopre l’incarico di vicedirettore delegato. Prima dell’approdo in Vaticano ha maturato oltre trent’anni di esperienza nei mercati finanziari internazionali, lavorando in istituzioni come Salomon Brothers, Citigroup, Rbs e Credit Suisse First Boston, oltre a ricoprire il ruolo di head of fixediIncome & credit di Quaestio Capital Sgr. 

Laureato con lode alla Bocconi, ha conseguito un Master in Finance e un Executive Mba presso la London Business School, oltre a qualifiche professionali come Cfa, Caia, Frm.

«La nomina di Giovanni Boscia, maturata all’interno dell’Istituto, valorizza una conoscenza approfondita dello Ior e una solida esperienza dei mercati finanziari internazionali. Siamo certi che saprà guidare l’Istituto con rigore e spirito di servizio, nel pieno rispetto della sua missione a favore del Santo Padre, della Santa Sede e della Chiesa Universale», ha commentato François Pauly, presidente del Consiglio di Sovrintendenza della banca vaticana.

Nel salutare l’Istituto, Mammì ha rivendicato il percorso di rinnovamento compiuto durante gli undici anni del suo mandato, sottolineando di lasciare «un Istituto solido, trasparente e pienamente riconosciuto a livello internazionale», frutto del lavoro svolto insieme agli altri organi di governo e ai dipendenti.

Il rinnovo della governance

La nomina di Boscia rappresenta l’ultimo tassello di un più ampio riassetto della governance dell’istituto (che ha sede Oltretevere, nel Torrione Nicolò V a Roma) avviato da Papa Leone XIV fin dall’inizio del suo pontificato.

Lo scorso 2 febbraio il Pontefice ha nominato il cardinale Giuseppe Petrocchi presidente della Commissione Cardinalizia di Vigilanza, succedendo al cardinale Christoph Schönborn.

Ad aprile è stato invece designato François Pauly come nuovo presidente del Consiglio di Sovrintendenza al posto di Jean-Baptiste de Franssu, al termine di una successione pianificata nell’arco di un anno per garantire continuità e stabilità nella gestione dell’Istituto.

Il 9 luglio è arrivata anche Marina Natale nel Consiglio di Sovrintendenza. Prima ancora, nell’ottobre 2025 Elizabeth McCaul, già esponente del Consiglio di Vigilanza della Bce, era stata nominata nuovo membro del Consiglio di Sovrintendenza della ‘banca’ del Vaticano.

Con la nomina del nuovo direttore generale si completa così il rinnovo dei principali organi dello Ior, interessando sia le funzioni di vigilanza sia quelle di indirizzo strategico e di gestione operativa.

Dalle riforme alla nuova fase

Fondato nel 1942, l’Istituto per le Opere di Religione gestisce i fondi destinati alle opere di religione e di carità della Santa Sede. I suoi clienti sono enti ecclesiastici, congregazioni religiose, diocesi, fondazioni cattoliche e personale vaticano.

Per molti anni il nome dello Ior è stato associato agli scandali della finanza vaticana, dal caso Banco Ambrosiano alle inchieste sul riciclaggio, fino alle richieste degli organismi internazionali di rafforzare trasparenza, controlli e governance.

Lo Ior è stato anche il protagonista dell’opera di trasparenza che ha fatto emergere il famoso scandalo del palazzo di Londra che ha visto coinvolto il cardinale Angelo Giovanni Becciu e i finanzieri che gestivano i fondi riservati della Segreteria di Stato. Negli ultimi anni l’Istituto ha progressivamente adeguato la propria struttura agli standard internazionali di compliance e vigilanza. (riproduzione riservata)