Dura presa di posizione di Inwit nei confronti di Fastweb e Tim, delle richieste di revisione dei master service agreement e del loro progetto di dare vita a un nuovo operatore di torri in joint venture. In un lungo comunicato rilasciato a tarda serata del 19 marzo, il cda di Inwit ha comunicato di essersi riunito per «valutare lo stato dei rapporti con gli anchor tenants e i conseguenti impatti sulle prospettive della società», anche visto il progetto annunciato in mattinata che ha fatto perdere a Inwit il 15,6% a Piazza Affari.
Un progetto che, per la towerco guidata dal dg Diego Galli e che vede come azionisti principali Ardian e Kkr, è «in evidente contrasto» con i msa che regolano i rapporti tra le società e perciò si dice pronta a tutelarsi in ogni sede.
Ma andiamo con ordine. Nella nota Inwit constata «un progressivo incremento della conflittualità» con Fastweb e Tim. Un atteggiamento che, secondo Inwit, «è frutto della volontà» dei due operatori di «ottenere una squilibrata e ingiustificata revisione degli originari termini dei due Msa».
La towerco, inoltre, «rigetta integralmente le eccezioni a vario titolo avanzate dagli anchor tenants in relazione agli msa, alla loro durata e alla loro esecuzione». Tuttavia Inwit conferma «il proprio impegno a sostenere l'evoluzione delle reti mobili» e a «collaborare con i propri clienti» con «rigorosa logica industriale» e fornendo «soluzioni di valore che garantiscano efficienza e benefici» per tutte le parti.
Tuttavia la conflittualità rilevata con Tim e Fastweb, unita al contesto di mercato sfidante, portano Inwit a interrompere «attività previste nei piani, ma non garantite» e «lo sviluppo di nuove iniziative di business». Di conseguenza Inwit rivede al ribasso la guidance per il 2026 e l’outlook per il periodo 2026-2030.
La guidance 2026 ora prevede ricavi tra 1,05 e 1,09 miliardi di euro (1,135-1,165 miliardi), un ebitda margin pari a circa il 90% (da sopra il 91% atteso per l’intero quinquennio) e un ebitda after lease margin di circa il 72% (rispetto al 75% atteso per il 2026 e il 78% circa nel 2030). Impattato anche il recurring free cash flow, ora atteso tra 550 e 590 milioni (rispetto alla forchetta 655-675 milioni). Il dividendo per azione viene previsto almeno pari a quello previsto per il 2025, confermato a 0,55 euro per azione. La leva finanziaria, invece, è attesa a 5,5 volte, confermando il target strutturale tra 5 e 6 volte.
L’outlook di medio termine invece, vista la limitata visibilità sull’evoluzione del mercato, si basa su una crescita annuale dei ricavi «low single digit», la continua espansione del ebitda after lease margin, capex annuali intorno ai 200 milioni e una cedola stabile almeno pari a 0,55 euro. Un outlook che, specifica Inwit, «non include i potenziali upside» in caso di ritorno a una relazione «costruttiva» con Tim e Fastweb.
Inwit si dice pronta alla battaglia legale. La towerco ricorda che gli msa sono «contratti a lungo termine, i cui termini e condizioni sono parte integrante di un’operazione unica e inscindibile completata nel 2020». Un deal che ha previsto un investimento iniziale di «circa 10 miliardi di euro». La struttura dei contratti inoltre viene ritenuta da Inwit «coerente» con il suo modello di business infrastrutturale, basato su «flussi di ricavi contrattualizzati e a lungo termine» e «standard per il settore a livello globale».Un accordo che genera «valore economico e industriale per tutte le parti coinvolte».
Sul fronte della nuova joint venture annunciata, inoltre, Inwit specifica che gli msa prevedono che «qualora i due operatori abbiano necessità di un nuovo sito per soddisfare i propri piani di roll out, a Inwit sia attribuita la qualifica di fornitore privilegiato, con il conseguente divieto per gli operatori di affidare la realizzazione di nuovi siti a terzi», senza aver dato a Inwit la possibilità di «esercitare il proprio diritto preferenziale (che prevede una last call)». Un’opzione che, per la towerco, «opererebbe anche nei confronti dell’annunciata jv». Inwit ritiene ogni tentativo che vada contro queste condizioni «pretestuoso» e perciò «sarà contrastato in ogni sede competente». (riproduzione riservata)