Etf, ecco i migliori del primo semestre 2026. Che hanno guadagnato fino al 112%
Etf, ecco i migliori del primo semestre 2026. Che hanno guadagnato fino al 112%
La corsa dei mercati ha favorito una serie di indici legati ai trend strutturali che stanno guidando le borse. E tra i fondi quotati geografici lo sguardo si sposta a Oriente

di Marco Capponi   02/07/2026 11:30

Ftse Mib
52.537,03 14.45.49

+1,81%

Dax 30
25.458,82 14.45.56

+1,67%

Dow Jones
52.305,24 14.30.01

-0,03%

Nasdaq
26.040,03 7.25.15

-0,66%

Euro/Dollaro
1,1441 14.30.44

+0,49%

Spread
78,35 15.00.56

+0,07

Gli Etf (Exchange traded funds), per loro natura, sono strumenti pensati per replicare l’andamento di mercato o di alcune sue parti. Logico quindi aspettarsi che nel primo semestre di quest’anno, a fronte del rally delle borse (nonostante la guerra e la crisi energetica in Medio Oriente) ci siano stati dei fondi-indice con andamenti a doppia se non proprio a tripla cifra.

Secondo quanto censito dal portale specializzato JustEtf, il miglior fondo-indice azionario della prima metà del 2026 è – come ci si poteva aspettare – un prodotto sulle azioni dei chip: iShares Msci Semiconductors, uno strumento da 5,7 miliardi di euro di masse che da gennaio ha messo a segno un total return in euro del 112%.

Sul podio degli Etf c’è anche l’idrogeno

L’Etf in questione, firmato BlackRock, prevede commissioni annuali dello 0,35% e ha come sottostanti 261 quotate dell’universo dei chip. Il primo titolo dell’indice, a sorpresa, non è Nvidia (che pesa il 6%), ma Micron Technology, che rappresenta il 9% del comparto.

Ma il prodotto di iShares è in buona compagnia: le prime posizioni della classifica semestrale sono tutte occupate da Etf dei chip, con performance variabili tra l’80% e il 110%.

Subito sotto l’universo semiconduttori compare poi un comparto legato al mondo delle energie alternative: Global X Hydrogen, un Etf piccolo (49 milioni di masse), esposto a 20 titoli impiegati nella filiera internazionale dell’idrogeno, che da gennaio ha reso il 76%. Nell’Etf le borse Usa pesano il 30%, seguite da Regno Unito al 23% e Corea del Sud al 20%.

Cybersecurity, difesa e tecnologia

Tra i migliori Etf settoriali del primo semestre compaiono poi quelli più sull’aerospazio (+57% il migliore), trainati anche dall’effetto della quotazione di Spacex, quelli specializzati su data center e quantum computing (total return in euro tra 45% e 46%) e quelli sulla cybersecurity. 

Il tema, che unisce i trend di difesa e tecnologia, sta correndo molto da inizio anno. Tanto che il miglior Etf di categoria, L&G Cyber Security Innovation, da gennaio ha guadagnato oltre il 67% investendo in 37 titoli tra cui compare anche l’italiana Stm. 

E poi, un po’ a sorpresa, nella lista dei migliori compare anche tutto il mondo legato al fattore (o stile) di investimento value: quello cioè che va a individuare titoli potenzialmente a sconto rispetto al loro valore intrinseco. Etf come l’iShares Edge Msci Usa Value Factor hanno guadagnato in un semestre quasi il 50%. Segnale del fatto che una fetta del mercato, oltre a premiare la crescita vertiginosa del mondo chip, sta cercando di trovare opportunità tra i titoli rimasti più indietro ma caratterizzati da fondamentali solidi e business di qualità

La rivoluzione emergente di Corea e Taiwan

Anche a livello di Etf geografici le statistiche interessanti non mancano. Lo schema del primo semestre è stato molto semplice: se a trainare le borse sono stati i semiconduttori, a guidare gli indici geografici sono stati proprio quei Paesi in cui la componente di chip è dominante. Due in particolare: Corea (+99% in euro per gli Etf dedicati) e Taiwan (+75%).

La corsa delle due lepri asiatiche ha portato a due conseguenze molto rilevanti. Da una parte, la rivoluzione degli indici globali. Se fino alla fine dello scorso anno l'indice che riunisce mercati sviluppati ed emergenti (Msci All-Country World) vedeva sul podio dei Paesi più rappresentati dopo gli Stati Uniti (66%) rispettivamente Giappone (5,5%), Regno Unito (3,3%) e Canada (3,1%), oggi al terzo e quarto posto ci sono proprio Taiwan (3,2%) e Corea del Sud (2,8%).

Dall’altro lato, un passaggio di testimone all’interno dei mercati emergenti: se gli Etf su Corea e Taiwan sono stati per distacco i migliori, tra i peggiori compaiono le precedenti locomotive dell’indice: Cina (-11%) e India (-7,5%). (riproduzione riservata)