Investimenti, ecco le due colonne che sosterranno i mercati nella seconda metà del 2026: l’analisi di JP Morgan
Investimenti, ecco le due colonne che sosterranno i mercati nella seconda metà del 2026: l’analisi di JP Morgan
Gli strategist di JP Morgan vedono un contesto ancora favorevole per i mercati nella seconda metà del 2026, nonostante volatilità, tassi elevati e incertezze sul comparto tecnologico/AI. Ecco perché

di Francesca Gerosa 21/09/2026 15:10

Ftse Mib
52.371,54 17.40.00

+1,60%

Dax 30
25.575,01 23.30.16

+1,07%

Dow Jones
52.048,83 23.32.27

+0,71%

Nasdaq
27.118,15 23.30.00

+2,26%

Euro/Dollaro
1,1468 23.22.40

-0,02%

Spread
88,56 17.29.54

-3,37

Il prezzo del petrolio sopra i 100 dollari, insieme all’aumento dei rendimenti obbligazionari, con il Treasury Usa decennale al 5%, ha pesato sui mercati azionari. Finora, tuttavia, i danni sono stati limitati: l’indice S&P500 di Wall Street è sceso solo del 2% dai massimi di agosto e lo Stoxx Europe 600 del 4%.

Nessun crollo degli utili

Gli strategist di JP Morgan ritengono che questo sia coerente con un mercato che sta assorbendo uno shock proveniente dal petrolio e dai tassi d’interesse, piuttosto che con una revisione al ribasso delle valutazioni dovuta all’aspettativa di un crollo degli utili.

Certo, nel breve termine, proseguono gli strategist di JP Morgan, continua a destare preoccupazione l’assenza di un percorso evidente di de-escalation geopolitica, insieme alla stagionalità sfavorevole del mese di settembre. Inoltre, nel comparto tecnologico/AI permane un livello elevato di incertezza.

I mercati sono in grado di assorbire rendimenti obbligazionari più elevati

Detto questo, anche se nel brevissimo termine la volatilità dei mercati proseguirà, considerato che finora le azioni sono scese soltanto di pochi punti percentuali dai massimi storici, «siamo convinti che i mercati azionari saranno in grado di assorbire rendimenti obbligazionari più elevati e continuiamo a ritenere che ottobre vedrà i mercati riallinearsi al quadro fondamentale, in un contesto che continuiamo a considerare favorevole».

Infatti le società rimangono in una posizione solida, sia in termini di redditività sia in termini di struttura dei bilanci, in tutte le principali aree: Stati Uniti, Europa e Giappone. La maggioranza delle società in tutte e tre le aree considera il 2026 un anno di forte redditività, in alcuni casi addirittura un anno record.

In assenza di un rallentamento significativo della crescita, la redditività delle imprese sarà probabilmente sostenuta ulteriormente dal miglioramento della produttività, mentre contemporaneamente la crescita dei salari rimane contenuta. Inoltre, i rendimenti obbligazionari e gli spread creditizi potrebbero non continuare a salire molto dai livelli attuali.

Focus sui margini di profitto

In Europa i margini di profitto, ovvero la redditività delle aziende rispetto ai loro ricavi, sono superiori alle medie di lungo periodo, nonostante siano penalizzati dal settore dei beni di consumo discrezionali, che rimane sotto pressione a causa della debolezza del comparto automobilistico. Ed escludendo il settore tech i margini in Europa non sono molto lontani da quelli degli Stati Uniti, osservano a JP Morgan.

È importante notare che storicamente i margini di profitto hanno raggiunto il picco molto prima delle fasi di recessione economica. Il ritardo medio è stato di 8-9 trimestri. In altre parole, era molto improbabile che il deterioramento dell’attività economica si verificasse prima che i margini di profitto avessero registrato diversi trimestri di rallentamento, tanto meno mentre erano ancora in crescita. E gli ultimi margini osservati, relativi al secondo trimestre del 2026, hanno raggiunto nuovi massimi.

Parallelamente la crescita degli utili sta migliorando, con un’accelerazione dei profitti che si sta manifestando anche al di fuori dell’AI, che ha dominato la crescita degli utili negli ultimi anni. A livello mondiale (Msci World), la percentuale di società per le quali è prevista una crescita positiva dell’utile per azione (eps) nel 2026 è salita oltre l’80% e l’ampiezza della crescita dovrebbe migliorare ulteriormente il prossimo anno.

Analogamente, si prevede che l’80% delle società dell’Msci Europe registri una crescita degli utili quest’anno. Per più della metà delle società si prevede una crescita degli utili pari o superiore al 10%. Inoltre i bilanci delle società sono in buona forma, con rapporti debito netto/patrimonio netto inferiori del 20-40% rispetto alle medie storiche.

L’aumento dei rendimenti obbligazionari difficilmente avrà un impatto negativo immediato su questo quadro, poiché la duration del debito societario si colloca attualmente nell’area dei 5-6 anni. Il team creditizio di JP Morgan ritiene che l’emissione di nuovo debito societario sarà ben assorbita dal mercato, compreso il comparto AI.

Contesto favorevole ai titoli ciclici

Nel medio periodo, gli strategist di JP Morgan sono convinti che il contesto rimarrà favorevole ai titoli ciclici e allo stile value, a condizione che la narrativa relativa alla crescita e agli utili rimanga intatta. D’altra parte, concludono, «storicamente l’aumento dei rendimenti obbligazionari ha favorito i titoli ciclici quando le prospettive di crescita non vengono messe in discussione, e anche il value dovrebbe beneficiare di tale regime». (riproduzione riservata)