A poche settimane dal debutto in borsa di SpaceX si alza il velo sull’investimento di Intesa Sanpaolo nella società di Elon Musk. Al 30 giugno la banca guidata da Carlo Messina deteneva 5,7 milioni di azioni di classe A del gruppo aerospaziale, per un controvalore di 966,4 milioni di dollari, secondo il filing depositato presso la Sec. Il documento raccoglie le partecipazioni in società quotate sui mercati statunitensi dichiarate direttamente dalla banca. Tra queste SpaceX è nettamente la principale: da sola rappresenta un terzo dei 2,92 miliardi di dollari riportati nel filing e ha fatto decollare le partecipazioni quotate di Intesa, che a marzo 2026 erano pari a 1,7 miliardi.
La fotografia arriva dopo la quotazione record di SpaceX al Nasdaq, avvenuta il 12 giugno. Musk aveva collocato le azioni a 135 dollari e il primo giorno di contrattazioni si era chiuso a 160,95 dollari, portando la capitalizzazione oltre i 2.000 miliardi. Oggi il titolo tratta intorno a 149 dollari e la società vale circa 1,97 trilioni. Rapportando le 5,7 milioni di azioni possedute da Intesa al capitale di SpaceX, la partecipazione è pari allo 0,043%.
Per la banca si tratta dell’investimento più consistente fatto negli Usa. La sua dimensione emerge ancora più chiaramente dal confronto con le altre posizioni riportate nello stesso documento. Dietro SpaceX, il secondo investimento è AstraZeneca con 273,8 milioni di dollari, meno di un terzo della posizione nel gruppo di Musk. Seguono Nvidia con 90,8 milioni, Microsoft con 81,4 milioni e Stellantis con 77,9 milioni. Più indietro figurano l’Ark 21Shares Bitcoin ETF con 67,6 milioni, Ferrari con 64,1 milioni, Meta con 58,6 milioni, Alphabet con 58,4 milioni, Nike con 55,3 milioni e Apple con 49,3 milioni. Nel portafoglio compaiono inoltre partecipazioni in Amazon, Visa, BlackRock, Bank of America, JPMorgan, Broadcom e Taiwan Semiconductor. L’investimento in SpaceX non nasce però con l’ipo.
Intesa aveva annunciato l’ingresso nel capitale di SpaceX già nell’ottobre 2023, quando la società non era ancora quotata, senza però rendere nota la dimensione dell’investimento. L’operazione era stata presentata come coerente con il piano d’impresa che assegnava all’innovazione un ruolo centrale. La banca aveva spiegato di aver riconosciuto al settore aerospaziale «un ruolo di particolare rilievo nello sviluppo delle economie mondiali» e di aver scelto un operatore con «una visione d’avanguardia del prossimo futuro».
L’investimento di Intesa si inserisce in una corsa a SpaceX che nella quotazione ha coinvolto alcuni dei maggiori patrimoni privati internazionali. Secondo dati raccolti da Bloomberg, alla fine di giugno più di una dozzina di family office detenevano complessivamente almeno 3,8 miliardi di dollari della società.
Tra le posizioni più consistenti figuravano gli 1,8 miliardi di Tao Capital, il family office dell’erede degli Hyatt Nick Pritzker, e quasi 1,4 miliardi riconducibili alla Hancock Prospecting dell’australiana Gina Rinehart. BlueCrest Capital e la famiglia brasiliana Moreira Salles avevano esposizioni superiori ai 100 milioni, mentre una società d’investimento legata al presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, dichiarava quasi 65 milioni.
Il debutto di SpaceX del 12 giugno con un’ipo da 75 miliardi di dollari richiesta per oltre quattro volte l’offerta disponibile, è stato il più grande della storia, superando di oltre due volte quello di Saudi Aramco. (riproduzione riservata)