I soci di Intesa Sanpaolo approvano il bilancio del 2025. Questo è l’esito dell’assemblea del 30 aprile, chiusa con maggioranze molto ampie e senza elementi di discontinuità. La partecipazione, raccolta attraverso il rappresentante designato, ha superato il 63% del capitale, con votazioni quasi unanimi sui punti chiave.
Il passaggio centrale ha riguardato la politica di distribuzione. Oltre ai conti, l’assemblea ha approvato un dividendo complessivo di oltre 6,5 miliardi tra acconto e saldo, pari al 70% dell’utile netto consolidato. L’importo unitario è di 37,6 centesimi per azione, con un rendimento intorno al 7,5%. Il saldo sarà pagato a maggio. La quota non distribuita su eventuali azioni proprie verrà destinata a riserva, mantenendo invariata l’impostazione prudenziale sul capitale.
Via libera anche alle politiche di remunerazione per il 2026 e ai sistemi incentivanti, sia annuali sia di lungo periodo. Il consenso è stato ampio, seppur meno compatto rispetto al bilancio. Resta confermato un impianto che lega i compensi variabili alla performance e prevede l’utilizzo esteso di strumenti azionari, in linea con le pratiche europee e con un orizzonte pluriennale.
Sul fronte del capitale, l’assemblea ha autorizzato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie fino a 2,3 miliardi di euro. A questo si aggiungono operazioni più contenute a servizio dei piani di incentivazione e dell’operatività di mercato. Dividendi e buyback restano le due leve principali di restituzione di valore agli azionisti.
Il consigliere delegato Carlo Messina ha rivendicato il livello dei risultati e la loro sostenibilità: «Il 2025 si è chiuso con i migliori risultati nella storia di Intesa Sanpaolo. Abbiamo registrato un utile netto di 9,3 miliardi, con livelli di redditività tra i più elevati in Europa e una struttura operativa che continua a migliorare in termini di efficienza. La crescita delle commissioni e dell’attività assicurativa conferma la solidità del modello. La creazione di valore per gli azionisti si traduce in una distribuzione elevata e sostenibile, sostenuta da una forte capacità di generazione di capitale. Questi risultati non derivano da fattori temporanei, ma da leve strutturali, tra cui diversificazione dei ricavi, investimenti tecnologici e sviluppo della piattaforma digitale».
Il presidente Gian Maria Gros Pietro ha insistito sul quadro complessivo: «Gli ottimi risultati conseguiti nel 2025 sono il frutto di una pianificazione attenta e dell’impegno delle persone del gruppo. Questo ci ha consentito di rafforzare il nostro ruolo nel sostegno a famiglie e imprese e di consolidare la fiducia degli investitori. La crescita della capitalizzazione e il posizionamento ai vertici europei riflettono una percezione di solidità e redditività ormai consolidata. Allo stesso tempo continuiamo a investire su innovazione tecnologica, qualità dei servizi e attenzione agli aspetti sociali, che restano parte integrante della nostra strategia», ha concluso Gros Pietro. (riproduzione riservata)