Intesa Sanpaolo con Vertis sgr per le startup del Sud Italia: come funziona l’accordo
Intesa Sanpaolo con Vertis sgr per le startup del Sud Italia: come funziona l’accordo
Accordo strategico tra Banca dei Territori, Innovation Center e la sgr specializzata in investimenti nel Mezzogiorno

di di Marco Capponi 23/04/2026 06:00

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Intesa Sanpaolo scommette sulle startup del Mezzogiorno. La divisione Banca dei Territori del gruppo, guidata da Stefano Barrese, e Intesa Sanpaolo Innovation Center hanno avviato una partnership con la società di gestione Vertis sgr.

Il filone finanziario dell’alleanza

«L’accordo ha due filoni», spiega a MF-Milano Finanza Viviana Bacigalupo, direttrice generale di Intesa Sanpaolo Innovation Center. Da una parte c’è l’aspetto «finanziario: Neva Sgr (società di venture capital del gruppo bancario partecipata al 100% proprio da Innovation Center, ndr) attraverso il fondo Sei fornirà finanza al fondo Vertis 6», che investe con ticket tra 500 mila e 5 milioni di euro in settori strategici per la transizione digitale - come AI, cloud computing e agritech - selezionando startup che hanno sede legale o operativa in almeno una delle otto regioni del Sud Italia. A poco più di un anno dall’avvio dell’operatività Vertis 6 ha già raccolto oltre 49,5 milioni e realizzato sette investimenti, prevedendone altri sei entro fine anno.

L’incontro tra imprese e startup del Sud

Dall’altra parte c’è invece, aggiunge la dg, un aspetto «non finanziario e finanziario, fornito dal gruppo attraverso Banca dei Territori e Innovation Center, che offrirà Vertis un deep deal flow di startup, facilitando l’incontro con altri investitori e imprese e valorizzando il tessuto imprenditoriale del Sud». Banca dei Territori, per inciso, solo nel 2025 ha erogato 70 milioni di euro a startup e pmi innovative.

Con questo accordo, aggiunge il fondatore e ad di Vertis, Amedeo Giurazza, «rafforziamo ulteriormente il nostro ruolo di riferimento del venture capital nel Sud Italia, in linea con la missione di trasformare il potenziale innovativo locale in imprese scalabili e competitive a livello nazionale e internazionale».

Obiettivo: creare posti di lavoro di qualità

D’altronde, gli fa eco Bacigalupo, l’obiettivo dell’alleanza «è creare posti di lavoro di qualità, valorizzare le eccellenze del Mezzogiorno e consentire un ponte internazionale, anche attraverso l’attrazione dei talenti». Il tutto si colloca in un modello, quello dell’Innovation Center, «a 360 gradi in tema di innovazione, con l’obiettivo finale di creare un impatto positivo sulla società in termini economici, ma anche ambientali e sociali».

Quanto al metodo di lavoro «come Innovation Center analizziamo i verticali di maggior rilevanza per capire poi se ci sono opportunità di investimento finanziario e impatto sociale positivo. Realizziamo ricerca distintiva, anche tramite la fase brevettuale. Poi scarichiamo l’innovazione sui territori, creando contatti tra startup e network internazionale e tra startup e aziende, nelle quali stimoliamo il bisogno di innovazione».

Nell’arco dell’ultimo piano di impresa, conclusosi nel 2025, Intesa Sanpaolo Innovation Center ha realizzato 904 progetti di innovazione e - tramite la controllata Neva sgr - ha supportato le startup ad alto contenuto tecnologico con 200 milioni di investimenti. (riproduzione riservata)