Intesa Sanpaolo apre il 2026 con un utile netto di 2,76 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e sopra il consensus di 2,61 miliardi, e conferma la previsione di circa 10 miliardi di utile per l’intero esercizio. Il gruppo guidato da Carlo Messina registra un trimestre sostenuto dall’aumento dei ricavi, dal contenimento dei costi e da una qualità del credito definita in una nota «ai vertici del settore». Tiepida la reazione della borsa con il titolo che, a metà seduta, cede il 2,11%.
Il risultato corrente lordo sale del 9,7%, mentre il risultato della gestione operativa cresce del 9%. I ricavi netti aumentano del 5,3%, trainati soprattutto dalle commissioni nette (+3,1%), dall’attività assicurativa (+3%) e dalla crescita del risultato delle attività finanziarie valutate al fair value. Alla crescita dei ricavi è stato invece marginale il contributo degli interessi netti, in aumento dello 0,1%.
Alla conference call hanno partecipato il consigliere delegato Carlo Messina e il cfo Luca Bocca. Messina ha aperto l’incontro con analisti e stampa ha aperto la call con gli analisti ricordando la scomparsa della madre avvenuta ieri: «Ieri è tristemente mancata mia mamma quindi aprirò questa conference call e poi passerò la parola a Bocca».
Il banchiere ha poi continuato: «Abbiamo messo a segno - aggiunge - il nostro miglior trimestre di sempre. Confermiamo l'obiettivo di 10 miliardi di utile e non è nostro costume cambiare gli obiettivi nel primo trimestre. Il risultato netto è davvero una sorpresa, continuiamo a ridurre i costi ed a generare capitale. Sono orgoglioso dei nostri risultati e ringraziare le persone di Intesa Sanpaolo per il loro contributo».
Rispondendo alle domande degli analisti Bocca si è soffermato anche sul dossier Generali sul quale negli ultimi mesi si è più volte ipotizzato un coinvolgimento di Intesa: «La risposta è sempre la stessa. Abbiamo un modello di business basato su wealth management e protection ma abbiamo anche quote di mercato in Italia che non ci permettono di intraprendere operazioni nel mondo bancario e assicurativo per motivi Antitrust».
«Oggi - ha aggiunto Bocca - Generali come negli ultimi due anni ha una compagine azionaria che è sempre la stessa con Caltagirone ed altri contro l'attuale management. Ritengo quindi che l'argomento Generali deve essere considerato da altri e non da noi».
Nel trimestre il risultato della gestione operativa cresce del 9%, mentre il risultato corrente lordo sale di quasi il 10%. A sostenere i conti sono soprattutto le commissioni, il business assicurativo e le attività finanziarie legate al wealth management, diventate negli ultimi anni il principale motore della banca accanto al credito tradizionale.
I costi operativi continuano invece a ridursi, grazie alla digitalizzazione dei processi e alla riorganizzazione interna avviata con il nuovo piano industriale. Il gruppo punta a migliorare ulteriormente l’efficienza attraverso investimenti in tecnologia e intelligenza artificiale, con nuovi progetti già avviati nel primo trimestre.
Intesa conferma la politica di distribuzione. Nel primo trimestre il gruppo ha maturato 2,6 miliardi per i soci, di cui 2,1 miliardi destinati ai dividendi. A questi si aggiungono il saldo relativo al 2025, pari a 3,3 miliardi e in pagamento a maggio, e il programma di buyback da 2,3 miliardi previsto a partire da luglio.
Sul fronte patrimoniale il Cet1 si mantiene al 13%, ampiamente sopra i requisiti regolamentari. La banca conferma inoltre lo status di istituto «zero Npl»: i crediti deteriorati netti incidono per lo 0,8% sul totale secondo la metodologia Eba, mentre le sofferenze nette risultano ormai quasi azzerate, pari a 800 milioni di euro. Il costo del rischio annualizzato si mantiene a 16 punti base e l’esposizione verso la controllata russa viene indicata come «vicina allo zero».
Il consigliere delegato Messina ha spiegato: «Con i risultati del primo trimestre prende avvio il nostro piano 2026-2029, concepito per conseguire un roe sostenibile del 20%, puntando sulla crescita delle commissioni e sullo sviluppo tecnologico. In questo avvio di piano registriamo il nostro miglior risultato netto trimestrale e del primo trimestre di sempre, pari a 2,8 miliardi di euro, grazie al contributo positivo di tutte le componenti della voce ricavi e la riduzione dei costi».
«Per il 2026 – continua il banchiere - confermiamo l’obiettivo di circa 10 miliardi di euro, in linea con la progressione prevista dall’avanzamento del piano. Con una delle remunerazioni per gli azionisti più elevate nel panorama bancario europeo, quest’anno restituiremo circa 9,4 miliardi di euro agli azionisti, considerando il saldo dividendo di maggio, il buyback di luglio e l’atteso interim dividend di novembre».
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Il piano industriale 2026-2029 procede lungo due direttrici: riduzione dei costi e rafforzamento delle attività a maggior valore aggiunto. Dal 2022 il gruppo ha investito miliardi nella trasformazione tecnologica, assumendo migliaia di specialisti IT e accelerando sull’intelligenza artificiale, sull’automazione e sulla piattaforma digitale Isytech.
Nel trimestre sono stati lanciati nuovi progetti legati all’AI generativa e all’Agentic AI, mentre continua l’espansione di Isybank, che ha superato il milione di clienti. Parallelamente prosegue il ricambio generazionale: alle uscite volontarie previste nei prossimi anni si accompagneranno nuove assunzioni, soprattutto nell’area consulenza.
La crescita del wealth management resta infatti centrale nella strategia del gruppo. Intesa gestisce oltre 1.400 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela e continua ad ampliare la rete di Global Advisor, private banker e specialisti assicurativi.
Nel primo trimestre Intesa Sanpaolo ha erogato circa 13 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese italiane. La banca segnala inoltre di aver riportato in bonis circa 560 aziende, contribuendo alla salvaguardia di 2.800 posti di lavoro.
Sul piano sociale il gruppo evidenzia 1,4 miliardi di euro di social lending erogati nei primi tre mesi dell’anno e oltre 1,1 miliardi già investiti dal 2023 in iniziative contro la povertà e le disuguaglianze. Le imposte generate nel trimestre ammontano a 1,8 miliardi di euro. (riproduzione riservata)