Intercos sviluppa modelli AI interni per nuovi lanci. Parla Mauro Maccagnani
Intercos sviluppa modelli AI interni per nuovi lanci. Parla Mauro Maccagnani
Il gruppo italiano integra l'AI per migliorare ricerca, sviluppo e processi regolatori, puntando su efficienza e velocità decisionale. Nuove applicazioni sono già in fase di rilascio, con un focus su formulazioni cosmetiche

di di Elena Dal Maso 06/06/2026 00:00

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L’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi di Intercos. Il gruppo italiano quotato a Piazza Affari e tra i principali operatori mondiali nella produzione conto terzi di cosmetici ha avviato negli ultimi dodici mesi un percorso strutturato di integrazione dell’AI con l’obiettivo di accelerare innovazione, ricerca e sviluppo, attività commerciali e processi regolatori.

La strategia si traduce già in applicazioni concrete, alcune in fase di rilascio proprio in queste settimane. «L’Intelligenza artificiale rappresenta per Intercos una leva di evoluzione dei processi core», spiega Mauro Maccagnani, Chief Information and Technology Officer del gruppo. «In un contesto che richiede rapidità di sviluppo, capacità di interpretare i trend e gestione di una crescente complessità regolatoria, l’AI può contribuire ad aumentare efficienza, velocità decisionale e capacità di innovazione lungo tutta la catena del valore».

Usare i modelli predittivi per le nuove formulazioni cosmetiche

Uno dei progetti più avanzati riguarda la ricerca e sviluppo. Attraverso modelli predittivi sviluppati internamente, il gruppo punta a supportare i laboratori nella valutazione delle nuove formulazioni cosmetiche. «Il sistema ci aiuta a prevedere l’esito di alcuni test di laboratorio individuando anche eventuali probabilità di fallimento», racconta Maccagnani. «L’obiettivo è ridurre il ciclo di sviluppo e accelerare la commercializzazione dei nuovi prodotti». Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Accenture e dovrebbe entrare in funzione nelle prossime settimane.

Un secondo filone riguarda la previsione dei costi industriali per trarre un vantaggio competitivo. «L’applicazione analizza il prodotto in fase di sviluppo, individua quelli più simili presenti nel nostro storico e stima il costo dell’intero ciclo industriale», spiega il manager. «È uno strumento che supporta sia il controllo di gestione sia le funzioni commerciali nella definizione del prezzo finale».

Analizzare con l’AI i documenti tecnici

Tra le applicazioni già sviluppate figura anche un sistema per l’analisi della documentazione tecnica delle materie prime. Un’attività particolarmente onerosa in un mercato caratterizzato da normative sempre più articolate. «Per ogni ingrediente esistono decine di documenti tecnici che devono essere esaminati e verificati sotto il profilo regolatorio», osserva Maccagnani. «L’AI consente di velocizzare questo lavoro e di gestire in modo più efficiente una complessità che continua a crescere».

La società sta inoltre sperimentando strumenti dedicati alla ricerca dei packaging più adatti in base a specifici requisiti tecnici e commerciali. Un elemento che si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio informativo aziendale. «Per noi è fondamentale che dati e conoscenze restino all’interno dell’organizzazione. Stiamo costruendo applicazioni che sfruttano il nostro patrimonio informativo mantenendolo protetto e sotto controllo».

L’AI come aiuto alle persone a produrre meglio e di più

L’adozione dell’intelligenza artificiale, tuttavia, non viene interpretata come un semplice strumento di riduzione dei costi. «Non parliamo solo di efficienza operativa», sottolinea Maccagnani. «Parliamo della possibilità di aumentare la capacità delle persone di fare meglio e di fare di più. L’AI può aiutare a sviluppare più formule nello stesso tempo e a liberare risorse dalle attività più ripetitive, ma resta centrale il contributo umano».

Per accompagnare questa trasformazione, Intercos ha avviato un percorso di formazione che coinvolge tutte le principali funzioni aziendali. «Da alcuni mesi stiamo organizzando workshop con i diversi dipartimenti per mostrare i casi d’uso più interessanti e far emergere nuove esigenze interne», spiega il Cito. «Stiamo investendo anche sulla formazione legata alla sicurezza, all’utilizzo responsabile dell’AI e al prompt engineering».

Secondo il manager, la tecnologia rappresenta soprattutto un amplificatore delle capacità creative. «L’intelligenza artificiale amplifica la creatività, ma non credo possa essere davvero creativa. Può aiutare le persone a esplorare più opzioni e a lavorare più rapidamente, ma l’intuizione resta una componente umana». (riproduzione riservata)